la letteratura sia scuola di fraternità e pace.Durante la cerimonia di apertura della 38.ma edizione, all’Auditorium del Lingotto nel capoluogo piemontese, è stato letto il telegramma, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, rivolto dal Papa ai partecipanti alla fiera internazionale: la cultura costruisca dialogo e concordia.
“C’è bisogno di una letteratura che aiuti a riconoscere la dignità di ogni persona, specialmente dei più vulnerabili, e che diventi sempre più scuola di fraternità e di pace”. È l’auspicio di Papa Leone XIV, nel suo telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, indirizzato all’arcivescovo metropolita cardinale Roberto Repole per il Salone Internazionale del Libro, in corso a Torino fino al 18 maggio. Il saluto è stato letto dalla direttrice della Fiera, Annalena Benini, durante la cerimonia di apertura della manifestazione il cui tema, quest’anno, riprende un’opera della scrittrice Elsa Morante: Il mondo salvato dai ragazzini.
Il Pontefice ha definito il titolo scelto per l’edizione “quanto mai significativo e attuale”. I 100 anni della LEV al Salone del Libro di Torino per “In un tempo che sembra soffocato dall’orrore della guerra – ha aggiunto il Papa – e dal gelo dell’indifferenza, i bambini, con la loro innata capacità di guardare il mondo con occhi nuovi, accendono nella società una luce di speranza”. Nell’inviare la propria benedizione, Leone XIV ha auspicato “che l’evento susciti rinnovata consapevolezza circa l’importanza della cultura nel costruire il dialogo e la concordia”.
Il Papa alla LEV: leggere libri, “antidoto alla chiusura mentale”.Le parole del messaggio richiamano quelle pronunciate dal Pontefice incontrando il personale in occasione dei cento anni dalla nascita della Libreria Editrice Vaticana, che presente con uno stand e diversi appuntamenti. Il 7 maggio scorso Leone XIV aveva infatti ricordato che “leggere è nutrire la mente, aiuta ad alimentare un senso critico consapevole e formato, a guardarsi da fondamentalismi e scorciatoie ideologiche”. E aveva esortato “tutti a leggere libri, come antidoto alla chiusura mentale, che si riflette in atteggiamenti rigidi e in visioni riduttive della realtà”.
Fonte::Vatican News