NORDIO: TEST PSICO-ATTITUDINALI PER GRATTERI. E PER LUI?

Chissà se il ministro Carlo Nordio, veneto di Treviso e quindi buon bevitore della Bianchetta trevigiana, conosce il proverbio popolare “Il bue dice cornuto all’asino”. E se sì, con quale faccia chiede test psico-attitudinali per Nicola Gratteri? Ma si ascolta il Guardasigilli quando parla? E si rende conto di quello che dice? Forse, i test che sollecita per il Procuratore di Napoli sarebbero più indicati per lui visto che, benché sostenitore del “SI”, è di fatto diventato il migliore testimonial del “NO”.

Non è stato Nordio a dire che la riforma contro i magistrati non risolve i problemi della giustizia? E non è stato Nordio a gettare la maschera dicendo alla Schlein che se ne sarebbe potuto avvantaggiare anche il PD, una volta al governo? Cioè, una riforma che mette i giudici sotto il controllo dell’Esecutivo. Infine, ha capito Nordio la gravità, per difendere il “pacchetto sicurezza”, di evocare il brigatismo rosso? La verità è che la rimonta del “NO”, dato inizialmente per sicuro perdente, sta impensierendo molto la Destra che, ad un mese dall’appuntamento referendario, sta mettendo in conto la possibilità anche di perdere. Ed ecco tutti gli pseudo post-fascitelli sostenere che il referendum non è politico e che quindi non influirà minimamente sulla sorte del governo. Che non influirà è probabile, che il quesito sia diventato politico è certo. Checché ne dica oggi Arianna Meloni, spaventata dal vedersi tornare a casa la sorella, più incavolata che mai per essere diventata per tutta la fine della legislatura una…anatra zoppa.

Ma la consultazione del 22 e 23 marzo è politica ed è strano che chi l’ha disinvoltamente voluta non la difenda ora a viso aperto assumendosene la responsabilità. Sembra un lanciare il sasso e poi nascondere la mano. Un po’ come avviene con alcuni dei “provvedimenti sicurezza” per cui una misura “forte” come il fermo di polizia la si “addolcisce” con un “accompagnamento” nei locali di polizia e il blocco navale, per farlo “digerire” a tutta la coalizione, diventa “temperato”. Due misure molto gravi che il Governo non ha poi il coraggio di difendere, chiamandole con il loro nome. Altro discorso, quando e se riusciranno ad applicarle! Strana questa Destra: “SI” alla separazione delle carriere, ma NO a quella dei “tre” poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) prevista dalla Costituzione. Forse perché ne vorrebbero una… “loro”…Se la dovessero scrivere come scrivono le leggi!!!

PdA

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