PERCHE’ LO SI FA?

Beaumont sur Mer

“Non so perché sono in questa fila, ma se si tolgono tutti poi sembro strano io.”

Tornare alla casa d’origine dopo tanti anni di assenza, è una complessa esplorazione delle relazioni umane, un quadro per rappresentare interazioni perennemente in continuo mutamento. All’interno delle intricate dinamiche dei parenti presenti, il linguaggio e silenzio si intrecciano con occasionali esplosioni di violenza per rivelare correnti sotterranee più profonde e spesso inquietanti. L’ambiguità che permea nel concetto di casa subisce una decostruzione radicale e inquietante. Invece di essere un rifugio di sicurezza, calore e appartenenza, Partito nel 67 con un diploma in tasca, dopo 40 anni lui tornava dopo aver trascorso in Nord America 16 anni e 30 lavorando e vivendo a Roma, tornava nel luogo della sua nascita.

Era tornato, in quella che considerava casa “sua” con l’intenzione di far conoscere alla propria famiglia la compagna che e la figlia nata a Roma. Tuttavia, i suoi familiari, ignorando quasi completamente la sua assenza, si rifiutarono di riconoscere il suo iter socio-culturale e si adoperavano attivamente per allontanarlo da quel luogo. Lui si sentì uno straniero nella sua stessa terra, completamente estraniato dalle proprie radici.Qualche tempo addietro, durante una vacanza estiva a Londra, si decise di recarsi a teatro a vedere un’opera che tanta importanza aveva avuto durante la sua crescita all’estero in ambito universitario.

Il drammaturgo Harold Pinter con il dramma“Tornando a Casa”, lo avevano segnato nel profondo. L’opera teatrale “The Homecoming”, questo è il titolo in inglese della creazione di Harold Pinter, presenta il ritorno del figlio maggiore, Teddy, dall’America, dove, nell’arco di sei anni, si era sposato, avuto tre figli e si era affermato come professore di filosofia in un’università. Il suo benvenuto a casa fu esattamente quello che lo spettatore non si aspettava: un’esplosione di insulti. E l’evento principale di questa opera è una degna conclusione a tutta questa gemutlichkeit, parola tedesca che indica uno stato di profondo benessere, serenità, accoglienza e calore umano.Gran parte dell’impatto di “The Homecoming” di Pinter,deriva dal suo calcolato attacco alle normali aspettative dello spettatore sulla vita familiare. La famiglia inglese di bassa estrazione sociale descritta da Pinter non è, nel senso comune del termine, una famiglia. Invece di una casa, la casa è una gabbia in cui gli occupanti ringhiano e si graffiano a vicenda; la vita lì è una comunità di insulti. In quello che ovviamente passa per discorso quotidiano, Max, il patriarca della famiglia, descrive la moglie defunta come avente una “faccia marcia e puzzolente”, sé stesso come un “padre schifoso e sporco”, il fratello come un “idiota” e un “verme”, la nuora come una “sgualdrina piena di vaiolo” e il marito di lei come un “porco puzzolente”. Gli epiteti vengono ricambiati con la stessa moneta dalla famiglia.“Dopo ogni sogno, ogni dolce speranza, c’è un viaggio di ritorno, la porta di una stanza, che apre cose già viste, cose morte di rabbia. Le passate conquiste, i buchi nella sabbia, e le campagne che avevi all’andata guardato, come promesse sicure, grano già seminato, si trasformano adesso in un paese selvaggio, dove dei lupi felici sbranano il tuo coraggio, che rimane a brandelli, sulle cime smarrite, gli alberi solitari come le nostre vite.” Claudio Lolli cantautore.Ogni volta che ho ripreso in mano questo dramma di Pinter ho sempre avuto la sensazione che la vita di Teddy in America sia stata incredibilmente stereotipata, noiosa e poco eccitante: il recinto bianco, le funzioni sociali, i tre figli esigenti. Altrimenti, non c’era alcuna motivazione per allontanarsi dalla sua terribile famiglia per crearsi una vita ideale sulla carta, ma dimenticando il fatto fondamentale che per sentirsi a casa ed essere felici con la propria vita bisogna ricordare da dove si viene e fare pace con il proprio passato.Ha sposato Ruth (che è allo stesso tempo molto al di sopra delle sue possibilità e, allo stesso tempo, non riesce a stargli vicino intellettualmente) in quella che immagino sia stata una storia d’amore travolgente. Lei era piena di entusiasmo per il trasferimento negli USA, è stata travolta, e poi ha scoperto che, invece della vita cittadina eccitante che aveva immaginato, è rapidamente finita nel ruolo di madre oppressa ed è stata costretta a socializzare con le persone più noiose che avesse mai immaginato, una delle quali, alla fine, si è resa conto che era suo marito.Una cosa è certa, tornare da dove si è partiti non sempre è una soluzione felice. Ci si può consolare, forse, ascoltando “The Boxer” di Simon e Garfunkel.“Quando lasciai casa e la famiglia, non ero altro che un ragazzo, in compagnia di sconosciuti, nel silenzio della stazione ferroviaria, correndo impaurito.Restando in disparte, cercando i quartieri più poveriDove vanno gli straccioniAlla ricerca di luoghi che solo loro potevano conoscere.Chiedendo solo il salario di un operaio, vengo in cerca di un lavoro.Ma non ricevo offerte Solo un invito dalle prostitute della 7th Avenue. Dichiaro che ci sono stati momenti in cui ero così solo che trovano un po’ di conforto lì.Poi stendo i miei vestiti invernali e desidero andarmene, tornare a casadove gli inverni di New York non mi dissanguano.Guidando, torno a casa.Al centro della radura si erge un pugile, un combattente di professione, e porta con sé i segni di ogni guantone che lo ha steso o ferito fino a farlo gridare, nella sua rabbia e nella sua vergogna: “Me ne vado, me ne vado. Ma il pugile rimase lì, fermo..”

Gigino Adriano Pellegrini

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