La stagione autunnale e l’inizio dell’inverno rappresentano uno dei momenti migliori in assoluto per scoprire Israele, sia per ragioni climatiche sia culturali. Il Paese si conferma uno scrigno inesauribile di tesori storici, capace di riscrivere continuamente le pagine dell’evoluzione umana e della narrazione biblica.
Le più recenti campagne di scavo hanno portato alla luce straordinarie testimonianze che spaziano dalla preistoria alle epoche più tarde, catturando l’attenzione della comunità scientifica globale.Nel cuore di Gerusalemme: i trenta metri di storia del Parcheggio Givati
Lo scavo archeologico del parcheggio Givati, situato nella Città di Davide a Gerusalemme, è uno dei cantieri più ricchi e longevi della regione. Oltre al recente e straordinario ritrovamento delle travi in legno di sicomoro risalenti al 586 a.C., le indagini sul sito hanno svelato dettagli cruciali sulla storia urbana attraverso una stratigrafia millenaria: sono stati infatti identificati oltre 13 strati di civiltà diverse, che si estendono per circa 30 metri di profondità. Tra i reperti emersi figurano rari frammenti di avorio dell’era babilonese, sigilli reali della dinastia di Giuda, un santuario dell’Età del Bronzo e importanti strade e chiese di epoca bizantina.Dalla preistoria ai mosaici bizantini: le incredibili capsule del tempo
Tra i sensazionali ritrovamenti in altre zone del Paese spicca una grotta preistorica rimasta sigillata per centinaia di migliaia di anni nei pressi di Foreidis. Una vera e propria “capsula del tempo” che conserva strumenti in pietra e resti animali databili tra i 400.000 e i 250.000 anni fa, gettando nuova luce sul periodo pre-Neandertal. Poco distante, a Kiryat Gat, è emersa una suggestiva officina sotterranea per la lavorazione della selce di ben 5.500 anni fa, associata alle antiche civiltà della regione. Sempre nell’area di Kiryat Gat, gli archeologi hanno rinvenuto un imponente monastero bizantino arricchito da un raffinato mosaico pavimentale recante un’iscrizione greca tratta dal Deuteronomio.
Una nuova guida per il turismo italiano: Avital Kotzer Adari
Questi tesori non rappresentano solo tappe fondamentali per la ricerca, ma anche un potente motore per il turismo culturale e religioso. A coordinare il dialogo con il mercato italiano in questa fase di rilancio è Avital Kotzer Adari, da poco insediatasi come nuova direttrice dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia. Per Kotzer Adari si tratta di un atteso ritorno a Milano, dove aveva già guidato l’ente riscuotendo grandi successi. “È come tornare a casa – ha dichiarato la direttrice –, siamo pronti a raccogliere nuove sfide commerciali lavorando a stretto contatto con tour operator e compagnie aeree per riportare turisti e pellegrini a scoprire le meraviglie del nostro Paese”. Strategie future: un’offerta immersiva tra fede, mare e gastronomia.
Ad affiancarla nella promozione della destinazione c’è Gaia Crespi, responsabile marketing dell’ente per il mercato italiano. Crespi, forte di una consolidata esperienza strategica nel settore del travel e della comunicazione, è impegnata nello sviluppo di campagne innovative volte a valorizzare l’enorme patrimonio storico-paesaggistico israeliano. L’obiettivo del team è presentare un’offerta turistica sempre più dinamica e immersiva, capace di unire le antiche rotte della fede ai suggestivi itinerari archeologici d’avanguardia, fino al mare e alla gastronomia.
Collegamenti diretti: volare in Israele è ancora più facilePer quanto riguarda i collegamenti, la compagnia di bandiera El Al garantisce voli regolari da Roma e Milano e ha recentemente attivato una rotta bisettimanale (il giovedì e la domenica) anche da Verona.
Info: www.goisrael.com
Paola Stefanucci