Beaumont sur Mer –
“Sono stato un bambino, vale a dire uno dei mostri che gli adulti producono a causa dei loro rimpianti”. J.P. Sartre
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La società in generale fa di tutto per dimostrare che detesta persone come noi – i marginalizzati, i disabili, i fraintesi, gli scartati – e preferirebbe metterci in camicie di forza o farci portare via dalla polizia per essere ulteriormente traumatizzati, fino al limite della morte. Vuole che ci intorpidiamo, che tacciamo e che moriamo. Lo vuole letteralmente. Minacciamo troppo lo status quo, ma siamo troppo deboli per sfidare davvero il sistema. Ma chi lo sa, un giorno….
Sopravvivere in un mondo che sembra estraneo o ostile richiede di scegliere le proprie reazioni e di concentrarsi esclusivamente su ciò che si può controllare. Quando si ha la sensazione che l’ambiente circostante non ci appartenga o non ci accolga, alcuni accorgimenti pratici possono aiutare a mantenere la stabilità:Bisognerebbe concentrarsi su ciò che si può controllare. Evitare quelle forze esterne imprevedibili. Dirigere la proprie energie verso il proprio atteggiamento, l’ impegno e le decisioni quotidiane. Sarà necessario stabilire dei confini chiari; proteggere il proprio spazio mentale e fisico allontanandosi da ambienti tossici o stressanti. Contemplare scopi personali e stabilire i propri obiettivi interni cercando attività che diano soddisfazioni.
E’ possibile che gli altri non capiscono la tua vita: il percorso è solo tuo. Non tutti vedranno il mondo attraverso i tuoi occhi, e va benissimo così. La cosa più importante è rimanere fedeli ai propri valori, alle proprie passioni e ai propri sogni. La vita non consiste nell’essere capiti dagli altri, ma nel capire sé stessi. Il mondo è quello che è, nonostante i miei dubbi, sono incuriosito dall’universo. In un non lontano futuro, l’umanità colonizzerà le stelle e, come spesso accade, le rovinerà. Le corporazioni hanno preso il sopravvento e le colonie non sono più apprezzate per la loro umanità, arte o cultura, ma per la loro redditività. da una colonia rivale, ma anche da un letale meccanismo “autopulente” chiamato “Grigio”, che distrugge gli organismi invasivi per proteggere i propri.
Il concetto del Grigio è intrigante e avrei voluto esplorarlo più a fondo. Rimane sullo sfondo. Sono asistemico a causa del mio animo sensibile e quasi leggero come quelle persone che sono attratte dalle piccole bellezze racchiuse nei dettagli delle cose comuni; la capacità di assorbire le emozioni al primo impatto e di lasciarsene attraversare.
“Coltivo una rosa bianca,in luglio come in gennaio,per l’amico sinceroche mi porge la sua mano franca.E per il crudele che mi strappail cuore con cui vivo,né il cardo né ortica coltivo:coltivo la rosa bianca.”José Martì
Gigino Adriano Pellegrini