Amatrice: l’indifferenza e’ peggio dei fischi ma… si sente

Punture di spillo-

Ad Amatrice non c’è stato il bagno di folla per la Premier e nessuna visita ai cantieri ma, peggio, l’indifferenza di una popolazione che ha preferito disertare la Messa per i dieci anni del terremoto: Assenti per protesta. Dopo i fischi di Taranto e le scudisciate da Rimini del Papa a Giorgia “cristiana”, il cerimoniale ha accuratamente evitato di “funestare” i prossimi festeggiamenti per il 4 settembre quando la Presidente del Consiglio celebrerà il record per il governo più longevo della storia repubblicana.

L’alibi per dare forfait c’era tutto, ed è stata la riunione dei volenterosi per l’Ucraina che però si è tenuta “da remoto” con la Messa del Card. Zuppi spostata al pomeriggio. Quindi nessuna temuta rumorosa contestazione per le lungaggini della ricostruzione ma, questo sì, indifferenza per la presenza della Presidente che è peggiore dei fischi perché non ci sono ma … si sentono ugualmente e, per chi ha sensibilità, fanno più male..

Tutto era stato preparato nei minimi dettagli: presenza massiccia degli amministratori dei Paesi colpiti dal sisma, folte rappresentanze dei vigili del fuoco e della Croce Rossa e poche famiglie delle vittime con cui la Meloni si è brevemente soffermata. Sembrava, al di là della tristezza della cerimonia, uno di quei set che venivano accuratamente preparati per le visite del Duce. E la presenza di Giorgia, forse per le sue origine “politiche” di quegli anni mai rinnegate, lo richiamava.

Ma oggi è un altro giorno e il 4 settembre lo sarà ancora di più: gioioso e radioso. Per Giorgia sicuramente, per gli Italiani un po’ meno. Da celebrare, suggerisce qualche buontempone, con un bonus “ad data” e l’indizione della festa nazionale: 25 settembre 2022, Anno ICon Benito avvenne, con Giorgia?

PdeA

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