TARANTO A RIMINI UNA “LEZIONE” PER LA PREMIER

Punture di spillo

Nessuno ci dirà mai se nel “buen retiro” della Masseria in Puglia o nel chiuso della sia villa romana Giorgia Meloni avrà visto in TV la visita di Leone XIV al meeting di Rimini. E se avrà ascoltato l’appello all’amore verso il prossimo.Se lo ha fatto, non dovrebbe esserle sfuggita la frase con la quale il Papa, davanti a sessantamila persone, ha aperto il suo intervento: “Prima dei confini ci sono sempre le persone”, aggiungendo che “questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo”.

Una scudisciata per chi, della guerra all’immigrazione, ha fatto e continua a fare, materia di propaganda elettorale. Non eravamo presenti ma è credibile, dopo i fischi di ieri a Taranto e il monito cristiano di oggi del Santo Padre che, nell’intimità delle mura casalinghe, gli otoliti le siano andati a mille. E non è da escludere che Giorgia abbia abbandonato, come qualche volta le accade, il suo “aplomb” e che si sia lasciata andare a qualche espressione un po’ romana tipo “daie”, “famo”, “mortacci”. Soprattutto quando Papa Leone ha ricordato che la pace è custodita da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi”. Nessuno ce lo dirà: Né la piccola Ginevra, né l’anziana madre, né tanto meno la sorella Arianna. Ma, conoscendo il carattere fumantino, è possibile.

Certo, le parole del Papa sui “confini” le debbono essere cadute addosso come macigni. Su di lei, “madre” e “cristiana”, che sono i binari su cui impunemente cammina la sua propaganda elettorale e che mal si coniugano con l’invito di Leone XIV all’amore verso il prossimo. “Al falso realismo che riarma le menti, le parole, le nazioni – è stato l’invito del Pontefice – opponiamo il realismo della misericordia per il quale non possono esistere nemici”.

Giorgia lo avrà capito o c’è bisogno che qualcuno glielo spieghi?

PdeA

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