Beaumont sur Mer-
Buffone: Mi meraviglio che tu e le tue figlie siate dello stesso sangue: quelle mi vogliono far frustare se dico la verità, tu se dico bugie; e spesso mi frustano perché non dico nulla. Vorrei esser qualunque cosa piuttosto che un buffone, e tuttavia non vorrei essere te, zio mio: tu hai smozzicato il tuo cervello da tutte e due le parti senza lasciar nulla nel mezzo… Adesso sei uno zero senza numero davanti. Io son da più di quel che tu sei ora: almeno io sono un pazzo, e tu non sei nulla. W. Shakespeare
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L’essere umano è un ingresso dove si incontrano diversi infiniti, tuttavia l’Infinito che assilla l’uomo è quello dell’interiorità. Esso ci scruta e viene da un tempo lontano, fissa lo sguardo su di noi attraverso le improvvise brecce delle nostre vite pianificate. Ogni possibilità del destino umano dorme nell’anima, si traduce in eventi o fatti dietro cui si nasconde il segreto del Tempo, unica possibilità di collegamento con gli estremi dell’infinito e di crescita interiore. Ogni tanto qualcuno dice: “Quando uno stupido fa qualcosa di cui si vergogna, dice sempre che ha fatto il suo dovere.”Mentre di giorno passo il tempo in questa triste e desolante realtà ricordando e leggendo. Leggendo e ricordando “I grandi spiriti hanno sempre trovato la violenta opposizione dei mediocri, i quali non sanno capire l’uomo che non accetta i pregiudizi ereditati, ma con onestà e coraggio usa la propria intelligenza”. Albert Einstein
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All’alba mi ritrovo a destra la mediocrità che si manifesta nella dissimulazione di idee reazionarie sotto il manto del populismo o di una finta moderazione. Mi giro a sinistra e devo subire l’assopimento del pensiero critico, il venir meno di un ragionamento strutturato e dotato di senso. Cerco disperatamente qualcosa per consolarmi che non è la nutella, surrogato del cioccolato, di Nanni Moretti.
Dioniso, da non confondere con il generale siracusano Dionisio che combatté contro i Cartaginesi, era unico fra gli dèi ad essere figlio di una donna morale, Semele, figlia del re di Tebe Cadmo e di Zeus. La tradizione vuole che sia giunto in Grecia dalla Tracia (una regione balcanica). Esiste anche un’altra versione greca che lo vuole nato nella città greca di Tebe. Dioniso nacque da Zeus, re di tutti gli dei, e da Semele, una donna mortale. La sua nascita fu avvolta da una tragedia intrecciata a intrighi divini. Era, la moglie di Zeus, divenne estremamente gelosa e ideò un piano per ingannare Semele e indurla a chiedere a Zeus di rivelargli la sua vera forma. Sfortunatamente, assistere all’apparizione divina di Zeus si rivelò troppo traumatico per una mortale come Semele, causandone la morte prematura. Tuttavia, Zeus riuscì a salvare il nascituro Dioniso cucendolo con cura nella propria coscia fino al momento della nascita. Questa nascita straordinaria conferì a Dioniso un legame speciale sia con il regno celeste che con quello terreno.Al mito di Dioniso si ricollega un’altra storia dell’amicizia tra il delfino e l’essere umano. Nel corso di innumerevoli avventure e sciagure subite per affermare il suo diritto alla vita eterna, Dioniso un giorno chiese ad alcuni pirati di traghettarlo da Argo a Nasso, ma scoprì che lo avrebbero poi venduto come schiavo. Per punirli, Dioniso trasformò i remi della loro nave in serpenti e avvolse la nave in una cortina di edera paralizzandola con tralci di vite fino a che i pirati, impazzirono e si gettarono a mare dove vennero trasformati in bellissimi delfini maschi e femmine.
Da allora, si racconta, che i delfini divennero amici degli uomini e si adoperano anche a salvare questi ultimi dai flutti, in memoria del pentimento dei pirati da cui discendono.Insieme alle feste dionisiache della polis si svilupparono in Grecia i misteri privati di Dioniso; culto esoterico, che al contrario di quello pubblico, che è rivolto a tutti, è riservato a pochi. Il culto si celebra di notte e vi si è ammessi attraverso un’iniziazione individuale, teleté, l’iniziazione, è un portare a perfezione, una realizzazione piena di tutte le potenzialità insite nell’uomo. Dioniso poteva morire e ritornare a vivere, era Il mito dell’eterno ritorno: per questo era considerato un Dio liberatore, su cui gli adepti riponevano la speranza di una vita ultraterrena. Oggi i predicatori divulgano la nuova novella sul come una persona qualsiasi potrebbe entrare in contatto con le informazioni che nel mondo si producono ed insieme potrebbe confrontarle fra di loro e con quelle del passato. Ciò che doveva essere un’autentica rivoluzione in grado di trasformare radicalmente e su scala planetaria il panorama sociale, culturale e politico, si sta, ahimè, trasformando in un probabile genocidio.
Il potere ha scoperto che l’uomo qualunque, dopotutto, non è per nulla indispensabile.
Gigino Adriano Pellegrini