Nonostante i generosi tentativi dei santi Paolo VI e Giovanni Paolo II, la decisione di revocare la scomunica presa da Benedetto XVI e le facoltà concesse da Francesco, con le consacrazioni illecite fatte contro la volontà del Papa la Fraternità Sacerdotale torna a separarsi da Roma.
È una storia travagliata, fatta di tentativi generosi, porte tenute aperte, occasioni offerte. È una storia dolorosa, caratterizzata da due gravi strappi che hanno portato la Fraternità Sacerdotale San Pio X fondata dall’arcivescovo Marcel Lefebvre a separarsi dal Papa e dalla comunione con la Chiesa di Roma compiendo l’atto scismatico di consacrare dei vescovi senza il mandato pontificio e contro la volontà del Vicario di Cristo. La frattura consumata lo scorso 1° luglio ha conseguenze pesanti non solo per vescovi e sacerdoti lefebvriani, ma per tutti i fedeli, dato che – come si legge nella Nota esplicativa del Dicastero per la Dottrina della Fede – i sacerdoti della Fraternità Sacerdotale “amministrano illecitamente i sacramenti e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi”.
Fonte: Vatican news