“TUMORI HPV-CORRELATI E PREVENZIONE”. PRESENTATO IL RAPPORTO PIEPOLI 2026
Sono passati diciotto anni da quando, nel 2008, in Italia partì la prima campagna di vaccinazione gratuita contro il Papilloma Virus Umano (HPV) responsabile in primis del tumore della cervice uterina e di altre patologie, i cosiddetti “ tumori correlati all’HPV” (cervice, vulva, vagina, ano), potenzialmente letali. Fu uno dei primi paesi europei ad implementare un programma pubblico e gratuito di immunizzazione, rivolto allora esclusivamente alle ragazze dodicenni (nate nel 1997), con l’obiettivo primario di prevenire il tumore della cervice uterina prima del debutto sessuale.
La vaccinazione fu estesa anche agli adolescenti maschi dagli undici ai dodici anni, dopo circa un decennio, superando il vecchio approccio mirato solo alle donne. L’obiettivo? Raggiungere una protezione globale (immunità di gregge) e puntare alla prevenzione dei tumori correlati all’HPV che colpiscono anche gli uomini: i tumori oro-faringei, anali e del pene.L’auspicio è di approdare alla soglia del 90 per cento di copertura vaccinale degli adolescenti nel 2030, target fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tuttavia sembra sia un traguardo ancora lontano.
In Italia, i tumori correlati all’HPV sono ancora oggi in larga parte prevenibili, ma persistono barriere culturali, disinformazione e scarsa consapevolezza che ostacolano un’efficace azione di prevenzione nelle donne, uomini e adolescenti. È quanto emerso nel Rapporto Piepoli 2026 presentato nel recente convegno promosso da MSD Italia “Tumori HPV-correlati e prevenzione.
Come cambia in Italia l’approccio negli adulti e genitori di adolescenti”, cui hanno partecipato Giancarlo Icardi, ordinario Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Genova, Rossana Berardi, ordinario di Oncologia dell’Università Politecnica delle Marche, Silvia Gregory, ACTO Italia-Alleanza contro il Tumore Ovarico e Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata, MSD Italia.
L’indagine dal titolo ‘I tumori da Hpv: paure, atteggiamenti, comportamenti e strategie di prevenzione’ ha interessato un campione di 1.800 persone tra genitori, donne e uomini. Secondo il sondaggio i tumori in generale rappresentano la patologia più temuta per il 60 percento degli italiani, mentre cresce la fiducia nella possibilità di prevenirli. In merito all’Hpv, oltre l’80 percento di genitori e donne adulte dichiara di avere una buona conoscenza del virus, rispetto al 63 percento degli uomini adulti. Una parte considerevole della popolazione maschile dimostra ancora scarsa informazione confusione sul tema: il 40 percento si dichiara non informato, il 47 percento crede-erroneamente- che riguardi principalmente le donne e per il 30 percento degli intervistati l’Hpv è responsabile dell’Aids”.Inoltre, circa 2 italiani su 3 di quelli che hanno sperimentato conseguenze da Hpv, potendo tornare indietro, sceglierebbero la vaccinazione, che è oggi è disponibile e gratuita o agevolata anche per giovani donne e uomini -spesso fino ai 25 o 26 anni- che non si erano vaccinati in precedenza.Nel contrastare la disinformazione e promuovere la sensibilizzazione sull’Hpv e i tumori correlati sono fondamentali le campagne mediatiche d’informazione così come i professionisti della salute (medici di medicina generale, ginecologi e igienisti, che rimangono un punto di riferimento imprescindibile per la collettività.
In più, nell’àmbito della campagna vaccinale nazionale ed educativa “Scrivi oggi il tuo domani”, promossa da MSD Italia, approvata dal ministero della Salute e supportata da diverse società scientifiche è stato lanciato l’Holobox (o Olobox), uno strumento digitale e olografico di ultima generazione. All’interno del box un avatar virtuale di nome Sofia, a grandezza naturale estremamente realistica, interagisce e risponde ai dubbi delle persone sull’Hpv, fornisce informazioni sull’accesso ai programmi di immunizzazione, per eliminare la più frequente delle malattie sessualmente trasmesse e il secondo agente patogeno responsabile del cancro nel mondo.
Pa.Stef.