Dal Cafè de l’Ormeau di Ramatuelle-
Carissimo Enrico, per la prima e l’ultima volta Ti chiamerò Enrico. Te ne sei andato in un giorno di Aprile senza averti potuto rivedere e abbracciare. Eccomi qui a dirti addio per sempre, alla ricerca delle parole che possano aiutarmi a soffrire di meno per questa perdita profonda. Percepisco tutto questo come la perdita di una Bussola, questo sei stato per me fin dal primo giorno che Ti ho incontrato nel lontano 1969. Perderti genera in me un dolore unico e complesso.Questa occasione mi spinge a interiorizzare ancor di più, se fosse possibile, i Tuoi insegnamenti, costringendomi a coltivare l’autostima e l’indipendenza, mentre la Tua influenza continuerà a guidare le mie azioni. Onorarti significa incarnare la Tua immensa saggezza e crearne un’eredità.
Senza dubbio, sei stato colui che mi ha rassicurato quando dubitato di me stesso, Mi hai offerto, in quell’angolo di mondo che era l’Arts Building un senso di sicurezza quando la vita sembrava insormontabile, a questo meridionale che un giorno Ti ha incrociato per puro caso sulle scale del Campus Tower. Adesso che non ci sei più, l’assenza la percepisco come un vero e proprio sconvolgimento, non solo a livello emotivo ma anche nel percepire me stesso.. Perderti, ha innescato un sentimento di abbandono, inadeguatezza e paura di affrontare il mondo senza la Tua presenza fisica. Sono certo che continuerai a influenzarmi interiormente anche dopo questa Tua fretta di andartene. Desidero che il mondo sappia che la Tua saggezza ed energia sono stati interiorizzati come funzioni che ora si possono gradualmente svolgere autonomamente. La Tua assenza mi spingerà a scavare a fondo nei miei valori, punti di forza e capacità di affrontare le difficoltà. Addio per sempre, grande Professore.
Tuo Gigino
La Sua lettera è molto bella, commovente. Ho conosciuto il professore Enrico Musacchio non al Café de l’Ormeau di Ramatuelle ma in un café parigino, Le Village Ronsard, nel cuore del Quartier Latin dove eravamo soliti bere insieme il caffè mattutino. Un uomo gentilissimo, dolce, colto, spiritoso. Meno di quindici giorni fa, sorbendo un caffè e sgranocchiando i famosi cornetto di Madame Isabelle, piazza Maubert, abbiamo avuto una conversazione animata a proposito dello strambo Presidente Donald Trump…
Addio, caro amico
Gabriel Matzneff