Punture di spillo 2026
Dio le fa e poi le accoppia. Ed effettivamente Beatrice Venezi, la direttrice d’orchestra “licenziata” da La Fenice, e Giorgia Meloni si assomigliano. Una bella, l’altra un po’ meno, ma tutte e due senza peli sulla lingua e forse, proprio per questo, la musicista è stata allontanata dal prestigioso teatro veneziano dopo l’accusa di nepotismo agli orchestrali e al coro.
Due donne che però non amano essere chiamate al femminile: Giorgia, “il” Presidente del Consiglio, Beatrice “maestro” e non maestra. La Premier non perde occasione di definirsi “underdog” anche se “bazzica” la politica da oltre una ventina di anni e con ben cinque legislature alle spalle. Alla prima già da vicepresidente della Camera.
La Venezi, a 36 anni, non è da meno e protagonista di una buona carriera artistica ma non sufficiente per l’incarico ottenuto a La Fenice. Anche lei – ma con residenza fiscale a Lugano – dice di essere una ragazza di provincia che si è fatta da sola e questo non piace alla Casta”.Sarà, ma l’incarico di direttrice musicale non l’è piovuto dal cielo così come il soprannome di “Bacchetta nera”. E i bene informati dicono che a sponsorizzarla e imporla con forza sia stata la Destra a trazione FdI, ma da Palazzo Chigi si prendono immediatamente le distanze. E qui – ma non dovrebbe – entra in ballo la politica. Il 24 e 25 maggio si vota a Venezia per il nuovo Sindaco e, pure sull’onda del caso Venezi, ci potrebbe essere un clamoroso ribaltone: la Destra dopo undici anni potrebbe perdere la poltrona di Primo cittadino.Non è parso vero al partito della Premier, dopo sette mesi di polemiche, cogliere al volo l’occasione dell’intervista della Venezi ad un giornale straniero per prendere le distanze e darle il ben servito. La politica è anche questo.
Nella primavera del 2008 Alemanno divenne sindaco di Roma sull’onda dello sdegno della città per un episodio di cronaca nera dove, pochi giorni prima del voto, una donna di 42 anni fu aggredita in un sottopasso nei pressi di Porta Pia, rapinata e violentata.Ora però sempre la Politica si corregge per paura di perdere voti di Destra: il Partito non c’entra niente. Il disco verde all’allontanamento della direttrice d’orchestra è stata una scelta “autonoma e insindacabile” del Soprintendente de La Fenice.Una cosa è certa: Fratelli d’Italia ha già il capro espiatorio in caso di sconfitta alle elezioni…
PdA