Punture di spillo 2026.
Trump sicuramente non è Gesù ma Giorgia Meloni si comporta come Ponzio Pilato. Non nel palazzo di Erode nella città vecchia di Gerusalemme ma negli studi Mediaset di Roma sul Palatino.
Per dieci giorni, dall’attacco di Israele e Usa in Iran, la Premier se n’è stata zitta e poi ha deciso di parlare “lavandosene le mani” e rifugiandosi in un comodo “non condivido né condanno”.Bruciata forse per le critiche ricevute per aver definito “legittimo” il rapimento di Maduro dal Venezuela, questa volta la ragazzotta della Garbatella si è guardata bene dall’avventurarsi in qualche commento perché “non ho gli elementi necessari per prendere una decisione categorica” aggiungendo però – bontà sua – che “sono saltate le regole del diritto internazionale”.Evidentemente “l’attrazione fatale” per il presidente americano le impedisce di condividere il giudizio negativo della stragrande maggioranza degli italiani e che potrebbe pesare sul referendum di marzo e forse anche sulle politiche del prossimo anno.
Vengono in mente i giudizi di Berlusconi, dopo il no a Ronzulli ministra, quando la definì “supponente, prepotente, arrogante, offensiva” e la risposta rassicurante a Salvini che le chiedeva di Berlusconi nel cortile di Montecitorio: “con lui parlo domani”. Come dire “lasciamo che la rabbia sfumi”.E aggiungerei opportunista e furba perché questa è Giorgia Meloni. Non si sbilancia, e dice tutto e il contrario di tutto. Proprio come Trump.In quattro anni di governo ha inventato fake news come in economia, altre volte ha sfruttato casi di cronaca in chiave pro-referendum conto i giudici.
Ultimo il caso della famiglia nel bosco tuonando contro i giudici che dividono i figli dai genitori.Peccato che la Premier non ricordi quando chiedeva che i bambini dei rom che rubavano venissero separati dai genitori, o dimentichi il decreto Caivano che tra l’altro prevede due anni di carcere ai genitori che non mandano i figli a scuola.E’ vero che i figli sono “piezz’ ‘e core” ma è altrettanto vero che lo Stato ha il dovere di intervenire quando un genitore viola o trascura o suoi doveri. Lo prevedono il codice civile e la Costituzione agli articoli 30 e 31, sulla quale Meloni ha “dovuto” giurare per diventare Presidente del Consiglio. I Mantovano e i Fazzolari – che sono laureati ed hanno studiato – glielo dovrebbero far presente. Altrimenti, quello della Premier, è facile populismo.
PdA