Paramenti viola, altari spogli e profumo: con l’inizio della Quaresima, anche dentro le mura vaticane il ritmo cambia. Le agende si alleggeriscono, gli incontri pubblici si diradano e il Papa entra in un tempo più raccolto, segnato dagli Esercizi Spirituali. È un viaggio interiore che coinvolge il Santo Padre, la Curia Romana e, in modo particolare, il teologo della Casa Pontificia e il predicatore scelto per accompagnare questi giorni.
Una Quaresima che cambia il ritmo del Vaticano.
In Vaticano, la Quaresima non è solo un colore liturgico, ma anche un cambio concreto nella vita quotidiana. Come spiega il teologo della Casa Pontificia, padre Wojciech Giertych, “il carico di lavoro viene ridotto perché questo è un tempo speciale di preghiera. Il Papa ha meno udienze, meno incontri con le persone, perché questo è un tempo dedicato in modo particolare a Dio, che è un segno per tutti noi del fatto che abbiamo bisogno, in modo molto concreto, di un tempo per Dio”.Al centro di questo periodo sacro ci sono gli Esercizi Spirituali quaresimali del Papa: giorni sottratti al governo e alla diplomazia per essere riconsegnati all’ascolto e alla preghiera.
Padre Wojciech Giertych sottolinea che ciò che accade in Vaticano è in continuità con quanto vivono tante comunità cristiane: “le parrocchie spesso organizzano un ritiro durante la Quaresima e invitano i fedeli a partecipare a conferenze che in qualche modo li rimettono sulla giusta strada. E così la stessa cosa accade qui in Vaticano: il Santo Padre invita un predicatore a tenere delle meditazioni ai membri della Curia Romana, che sono invitati ad ascoltare queste conferenze”
.Dal ritiro ad Ariccia al ritorno in Palazzo Apostolico.
Quest’anno è la prima Quaresima di Leone XIV come Papa e il ritiro spirituale si terrà nuovamente nel Palazzo Apostolico. In precedenza, Papa Francesco, a differenza dei Pontefici che lo avevano preceduto, aveva scelto di svolgere gli Esercizi di Quaresima fuori dal Vaticano, presso la “Casa Divin Maestro” ad Ariccia, nella zona dei Castelli Romani: una casa per ritiri che si affaccia sulla residenza estiva papale di Castel Gandolfo.Quella scelta rispecchiava pienamente la tradizione gesuita di vivere gli Esercizi Spirituali lontano dal luogo ordinario di vita e di lavoro, per favorire distacco e concentrazione interiore. Ora, con Leone XIV, si torna allo schema classico del ritiro in Vaticano, ma con un predicatore particolare.Contrariamente a quanto molti avevano supposto, il ritiro non sarà guidato dal Predicatore ufficiale della Casa Pontificia, padre Roberto Pasolini. Quest’anno il compito è stato affidato a una figura inattesa per molti osservatori: un vescovo trappista norvegese, con una forte sensibilità monastica e spirituale.
Il vescovo Erik Varden: un trappista per la Quaresima del Papa.
Padre Wojciech Giertych, teologo della Casa Pontificia, lo conferma: “quest’anno il ritiro quaresimale sarà predicato dal vescovo Erik Varden, proveniente dalla Norvegia”.Il tema scelto per gli Esercizi è “Illuminati da una gloria nascosta. L’itinerario quaresimale”, un titolo che suggerisce una Quaresima vissuta come cammino silenzioso in cui la luce di Dio si rivela non nello spettacolare, ma nella discrezione della vita interiore. Il ritiro durerà una settimana, fino al 27 febbraio.
Monsignor Erik Varden è vescovo di Trondheim, in Norvegia, dal 2020. Ha 51 anni ed è un monaco cistercense della stretta osservanza, cioè trappista, conosciuto anche per i suoi scritti spirituali. La sua biografia racconta un percorso originale: battezzato luterano da genitori non praticanti, ha studiato filosofia e teologia a Cambridge prima di convertirsi al cattolicesimo. Dopo vari titoli accademici in teologia conseguiti a Roma, è entrato nei Trappisti nel 2002 ed è diventato abate di Mount St. Bernard nel 2015.La sua profonda devozione a san Bernardo di Chiaravalle ispira oggi le meditazioni che proporrà al Papa. Il vescovo Varden è noto per l’attenzione alla vita interiore e per la capacità di attingere agli scritti dei Padri del Deserto per aiutare i credenti ad attraversare quello che definisce un “deserto di distrazioni” contemporaneo, attraverso il silenzio, la preghiera e l’umiltà.
Padri del Deserto e “deserto di distrazioni”
Monsignor Varden racconta che il suo incontro profondo con i Padri del Deserto risale agli anni del noviziato monastico: “avevo letto dei Padri del Deserto e avevo letto una breve raccolta di testi prima di entrare in monastero. Ma è stato durante il noviziato che mi sono reso conto di quanto sia importante questo corpus di testi: questi testi, quasi sempre sotto forma di dialogo, in cui un giovane monaco si reca da un monaco più anziano con un problema, una domanda, un dilemma, e chiede: ‘Padre, come posso vivere con questo? Che cosa posso fare a riguardo?’”.Le risposte di questi antichi maestri spirituali gli sono apparse sorprendentemente attuali: “ho trovato le risposte così penetranti, così vere e senza tempo, e spesso sorprendentemente capaci di cogliere esattamente ciò che accadeva nel mio cuore, che le ho trovate immensamente utili. Le trovo ancora utili, e penso che possano esserlo anche per altri”.Oggi il vescovo Varden sta guidando un’iniziativa particolare, intitolata “Desert Fathers in a Year”, in collaborazione con EWTN ed Exodus 90, per applicare la sapienza monastica dei primi cristiani alla vita moderna, che egli considera un “deserto” che richiede la stessa disciplina spirituale. L’idea di fondo è che i consigli dei padri del IV‑V secolo — semplici, concreti, centrati sul cuore — possono ancora orientare chi vive immerso in notifiche, rumori e frammentazione interiore.
Come si svolgono gli Esercizi Spirituali in Vaticano
Programma, meditazioni e preghieraLe meditazioni preparate dal vescovo Varden per il Santo Padre e per i membri della Curia incorporeranno le tradizioni monastiche, con un ritmo scandito che unisce ascolto, silenzio e liturgia.Il programma prevede due riflessioni quotidiane, l’adorazione eucaristica e la Liturgia delle Ore. La prima meditazione si è tenuta domenica 22 febbraio alle ore 17. Successivamente, ogni mattina si inizia alle ore 9 con la Liturgia delle Ore, seguita nel pomeriggio da un’altra meditazione alle ore 17.L’ultima sessione si terrà venerdì 27 febbraio e si concluderà con l’adorazione eucaristica nel pomeriggio.
In questi giorni il Papa sospende in larga parte le udienze pubbliche, proprio per entrare in un clima di ritiro che vuole essere un segno per tutta la Chiesa: anche chi porta sulle spalle il governo universale ha bisogno di tempo per Dio, di silenzio e di conversione del cuore.
Fonte: Wolinska-Riedivia EWTN