Quasi 3 edifici su 10 in Italia sono ancora in classe energetica G. È da qui che passa la vera partita della transizione climatica.
Ecco la mappa Resolglass della situazione in ciascuna delle nostre regioni.«A livello nazionale il patrimonio immobiliare italiano è distribuito per un 12% in classe A, per un 33% nelle classi B, C e D, per un 25% nelle classi E e F e per un 30% in classe G. Ma sono molte le differenze a livello regionale» osservano gli analisti di Resolglass, il marchio italiano specializzato nella progettazione e realizzazione di soluzioni architettoniche in vetro e acciaio su misura.
Il tema non è solo ambientale, ma anche economico: il risparmio per i cittadini è concreto. Intervenire sugli edifici significa ridurre in modo permanente le dispersioni, migliorare la durabilità e proteggere il valore economico degli immobili nel tempo» sostengono gli specialisti dell’azienda romana diventata un laboratorio di economia circolare applicata, dove il vetro –materiale eterno, riciclabile, trasparente– diventa simbolo di una nuova fase.Il dato più critico è proprio quello relativo alla classe G: il 30% degli immobili si colloca ancora nella fascia energetica più bassa, quella a maggiore intensità di consumo e dispersione.In Unione Europea gli edifici sono responsabili del 36% delle emissioni complessive di CO2. Secondo le analisi richiamate da Resolglass, raddoppiare il tasso di riqualificazione del patrimonio edilizio consentirebbe una riduzione del 14% delle emissioni urbane, pari a circa 68,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.Le proiezioni elaborate da Resolglass indicano un’evoluzione significativa, ma non automatica, della qualità energetica del patrimonio immobiliare italiano.
Previsione 2030:Classe “A” → 16%Classi “B+C+D” → 34%Classi “E+F” → 25%Classe “G” → 25%Previsione 2050:Classe “A” → 40%Classi “B+C+D” → 35%Classi “E+F” → 20%Classe “G” → 5%
Nel 2050 la classe A potrebbe più che triplicare rispetto al 2025, mentre gli immobili in classe G scenderebbero dal 30% al 5%, ossia un sesto rispetto ai livelli attuali.Uno scenario coerente con gli obiettivi europei di neutralità climatica, ma che presuppone investimenti massicci in riqualificazione energetica e qualità dell’involucro edilizio.
«La transizione climatica non si gioca solo sulle fonti energetiche, ma sulla qualità del costruito» sottolinea Enrico Scozzari, ceo del Gruppo Resolfin a cui Resolglass fa capo.Facciate ad alte prestazioni, sistemi vetrati evoluti, riduzione dei ponti termici e integrazione tra struttura e tecnologia rappresentano la leva tecnica attraverso cui trasformare il patrimonio edilizio esistente e preservarne il valore.In un contesto normativo europeo sempre più stringente, un patrimonio immobiliare con un’elevata quota di edifici in classe G o F espone il mercato al rischio di svalutazione progressiva degli asset più energivori. Ridurre la quota di immobili nelle classi più basse non è quindi solo una misura ambientale, ma una strategia di tutela patrimoniale e di stabilità per il settore real estate”.