Sembra di essere di nuovo all’autunno 2022 quando il duo Meloni Salvini centrarono la campagna elettorale della Destra prevalentemente su due parole d’ordine: sicurezza ed immigrazione, oltre alla riduzione delle tasse. In quattro anni non se n’è fatto nulla. Sputtanato sulle tasse che invece sono aumentate, il Governo è costretto dai fatti a registrare altri due fallimenti: sull’immigrazione e sulla sicurezza.
Ma ora che il voto sul referendum contro i magistrati si avvicina, e il “NO” sta crescendo, la paura fa 90. Salvini, sbertucciato da Vannacci, sta zitto ma alla Meloni stanno saltando nervi e… otoliti.
Cosa fare? Rispolverare subito i due cavalli di battaglia che l’hanno portata a Palazzo Chigi e mano dura su immigrati e sicurezza. Ed ecco spuntare il blocco navale e più potere alle forze di polizia. E ben venga – spera Meloni – che qualche magistrato ci si opponga. Tutta acqua al mulino del “SI”.
E non guasta neppure, nella logica della Presidente del Consiglio, neppure l’asse con la Germania in un’ottica di frammentazione dell’Europa. Un indubbio “favore” della Ducetta alla politica “separatista” di Trump che non guasta! Se la Premier invece fosse stata più scaltra e con maggiore esperienza di governo, avrebbe fatto meglio, lo scorso anno, a riportare il Paese alle urne. Le occasioni, grazie anche alle uscite di Salvini, non le sarebbero mancate.Certo, avrebbe dovuto rinviare alla prossima legislatura l’ambizione di “durare” per cinque anni, ma avrebbe “sparigliato” il fronte delle opposizioni ancora senza guida e avrebbe potuto affrontare il turno elettorale senza le conseguenze di un Paese in sofferenza ma non ancora “piegato” del tutto dalla crisi economica.Soprattutto la Premier si sarebbe trovata con un nuovo Parlamento più a sua immagine e un governo di maggiore qualità con gli inquisiti messi alla porta.Inoltre avrebbe avuto più mani libere per una politica “di amicizia” con Trump e ben… cinque anni per le riforme della Destra: dal benservito ai giudici, al premierato, alla riforma elettorale, alla successione di Mattarella. Ovviamente sarebbe scomparsa dai radar della politica, o convinta a più miti pretese, anche un “disturbatore” come Matteo Salvini.Ma per un’operazione coraggiosa come questa occorre essere politici di qualità, tipo De Gasperi: dimettersi per tornare più forti di prima. E Meloni non lo è: In lei solo tattica e nessuna strategia! E per giunta manca dell’esperienza di un Ignazio Benito La Russa che qualche tempo fa gli ha fatto dire, a proposito della riforma contro i giudici, se ne fosse valsa la pena.No. Giorgia è intelligente e scaltra ma ha scarsa esperienza governativa e poco pelo… sullo stomaco. Altrimenti sai quanti calci nel fondo schiena a tanti sedicenti amici…
PdA