IL FERMO PREVENTIVO DI POLIZIA “ANTICAMERA” DEL CONFINO?

Le misure di sicurezza adottate dal Governo e l’allarme del ministro della Giustizia Carlo Nordio sul rischio delle BR hanno per sfondo, tutte, il referendum sulla giustizia di marzo. Evidentemente per una Destra securitaria, e con la concorrenza ora di Vannacci, i nodi sono giunti al pettine. La coalizione non ha più a che fare con un bimbominchia ma con un ex generale che alla prima botta ha raccolto il voto di oltre cinquecento mila elettori, compreso – ci tiene a sottolinearlo il segretario della Lega – anche quel gran “credulone” di Matteo Salvini.

Sarà poi vero??? E viene qualche dubbio se il fermo preventivo di polizia, fino a 12 ore in commissariato, per manifestanti con precedenti penali o sospettati di scatenare il caos sia ai limiti della costituzionalità e ricorda l‘ “abuso” che poi ne fece il regime fascista. E’ a questa misura amministrativa nata in epoca risorgimentale – quando in vista di qualche iniziativa pubblica alcuni persone “sospettate” erano ospiti delle caserme fino alla sua conclusione – che questo Governo anela per arrivare poi fino al Confino? Certamente in questa legislatura sarebbe oramai troppo tardi ma, se la Ducetta dovesse stravincere anche nel 2027, potrebbe concretizzarsi nella prossima. Del resto, dopo quattro anni e in vista del voto referendario degli italiani, sta venendo fuori il “vero” volto della Premier, insofferente al potere di controllo della magistratura. La sicurezza è stato un suo cavallo di battaglia nella campagna elettorale che l’ha portata a Palazzo Chigi e non fa mistero di volere mani libere in barba alla divisione dei poteri previsti dalla Costituzione sulla quale ha giurato, ma che non ha mai sentita come sua. Come si dice: L’appetito vien mangiando! Un motivo per cui le Opposizioni, invece di trastullarsi in sterili polemiche parlamentari, dovrebbero darsi una mossa ed offrire al Paese una guida ed un programma chiaro e articolato su pochi punti, compreso il problema della sicurezza ma in chiave democratica e di educazione.Non meno allarmanti sono state le parole del Guardasigilli sulle BR. Ed è grave che questo sia avvenuto da parte di un Ministro, per giunta della giustizia.

Anzi proprio quella triste esperienza e i cosiddetti anni di piombo – dove politici, magistrati e giornalisti uscivano di casa e non sapevano se vi avrebbero fatto ritorno – avrebbero dovuto consigliare ad un Magistrato di “pesare” meglio le parole. A meno che, come per Trump, non ci si debba interrogare sul suo reale stato di salute.

Il Ministro come sta? E’ ancora in grado di guidare un dicastero “delicato” come la giustizia? Il problema riguarda solo la sua famiglia o anche il Paese? Il mondo, questo interrogativo, se le pone per il Presidente americano, gli Italiani per Carlo Nordio. Solo così le sue parole sulle Brigate Rosse possono trovare una loro spiegazione.

PdA

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