Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 (FSE 2.0) rappresenta oggi uno dei pilastri della trasformazione digitale della sanità italiana. Con un investimento complessivo di oltre 1,37 miliardi di euro e una governance condivisa con le Regioni, il FSE 2.0 punta a costruire una Sanità sempre più connessa, equa e accessibile a tutti i cittadini. Questo il messaggio emerso al centro dell’evento “L’innovazione nel sistema sanitario nazionale: Ecosistema Dati Sanitari – presente e futuro”, promosso dal Ministero della Salute in collaborazione con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri .
«Il nostro obiettivo è sempre stato chiaro: creare un sistema sanitario più efficiente, inclusivo e connesso, garantendo ai cittadini sia un accesso unico e semplice ai propri dati, sia strumenti utili per la cura, la prevenzione e le politiche pubbliche al sistema sanitario stesso». ha dichiarato Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione Tecnologica, nel corso dell’evento.
Grazie al Piano “Sanità connessa”, le infrastrutture digitali sono state potenziate: oltre 8.700 strutture sanitarie italiane beneficiano di connessioni fino a 10 Gbps, di cui 6.950 risultano già connesse. Sono stati inoltre definiti e promossi standard nazionali per referti di laboratorio, radiologia, lettere di dimissione, referti specialistici, certificati vaccinali, verbali di pronto soccorso e cartelle cliniche. Infine, è stato progettato un Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS) che, pur standardizzato a livello nazionale, adotta un modello federato, consentendo a ogni Regione di conservare i dati dei propri assistiti e mantenere autonomia e responsabilità locali.
Il piano finanziario complessivo prevede 1,37 miliardi di euro, articolati in tre linee principali: 200 milioni per l’ecosistema dati e le infrastrutture di interoperabilità; 610 milioni per l’adozione e l’utilizzo del FSE da parte delle Regioni e 570 milioni per i progetti del Sistema Tessera Sanitaria.Un investimento strutturale, finalizzato a consolidare le fondamenta digitali del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). .Oggi l’87,12 percento dei medici specialisti ha accesso al FSE, con un incremento del 15,07 per cento rispetto al semestre precedente, mentre il 97,42% dei medici di medicina generale e dei pediatri ha effettuato almeno un’operazione sul sistema nel secondo trimestre del 2025.
Tra i cittadini, il 43,18 per cento ha dato consenso alla consultazione del proprio fascicolo e il 25,48 per cento lo ha già utilizzato attivamente, segnando un aumento del 4,54 per cento rispetto al trimestre precedente.«Il FSE è uno strumento essenziale anche per la programmazione sanitaria – ci spiega Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del SSN – perché consente di mettere in rete dati finora frammentati a livello locale e regionale, e ci permette di accedere a informazioni in tempo reale, identificare criticità, valutare le performance e allocare le risorse in modo più razionale».
L’evento – si legge nella nota stampa- ha riaffermato il ruolo del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 come asse strategico del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e come chiave per costruire una Sanità più digitale, equa e partecipataIntanto cresce sempre più la fiducia dei cittadini verso gli strumenti digitali della sanità pubblica.