Spesso ci s’interroga sul perché la gente vada sempre di meno a votare. Un fenomeno non solo italiano ma da noi crescente rispetto al secolo scorso.
Certamente un ruolo lo hanno avuto le varie riforme elettorali di tutte le maggioranze che, in prossimità del voto, hanno apportato modifiche al sistema in vigore per lucrare qualche consenso in più. In campagna elettorale hanno promesso mari e monti ma poi hanno fatto poco o niente sperando di continuare a vincere con espedienti da “azzeccagarbugli”, prendendo l’elettore per fesso. C’è comunque una costante: aumentare la volontà di chi decide nella formazione delle liste e delle future alleanze in barba a quella dei cittadini. Nel senso: decido io per te, fidati! Ma è questo “fidati” che forse funzionava nella prima e nella seconda Repubblica con Capi carismatici come Berlusconi e Prodi, e che oggi viene rifiutato da un elettorato più maturo.
Ma la disaffezione è aumentata negli anni anche per l’abolizione delle preferenze. Prima, il Partito aveva mani libere nella composizione delle liste, prevedibilmente con candidati portatori di consensi, e il cittadino era libero di sceglierli in una lunga lista di nomi. Nascevano così i “capibastone” e si formavano delle cordate, ovviamente non sempre in modo cristallino, che influivano sul “libero” voto che poteva risentire di pressioni interessate. Per “correggere” il sistema, e “imbrigliare” l’elettore, si è studiata una toppa peggiore del buco: tra quote rosa, alternanza di genere e capilista, la gente ha capito di non contare nulla e progressivamente si è disaffezionata, disertando le urne.
Ricordo un autorevole senatore della sinistra democristiana, Luigi Granelli, che minimizzava i primi segnali di astensionismo dicendo che l’Italia si stava … modernizzando perché “si va a votare in massa solo nei Paesi sottosviluppati. Un’affermazione davvero infelice visto che, di astensionismo in astensionismo, la destra di Giorgia Meloni governa con appena un quarto degli aventi diritto al voto e tutti gli altri, Opposizioni e non votanti, in panchina a… guardare! Detto questo, c’è da dire che i motivi di disaffezione sono anche altri e sono quelli che fanno inca…re la gente. Per restare solo a quest’ultima settimana: A Venezia 22 borseggiatrici avvisate prima dell’arresto, come prevede la riforma Nordio, sono fuggite e staranno rubando in qualche altra città. Ma, quando verranno prese con le mani nel sacco, di nuovo dovranno essere preventivamente avvisate e scompariranno.
E che dire della capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, giunta a Capri con una motovedetta della Guardia di Finanza per un convegno della Corte di Cassazione? Un autentico scivolone mentre il Governo vorrebbe estenderle sul caso Almasri l’immunità prevista per i Ministri… Sempre sulla giustizia il sottosegretario Delmastro, la vera “mente” di via Arenula, ha messo a capo della formazione degli agenti penitenziari il principale responsabile per le violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere del 6 aprile 2020 Antonio Fullone, tuttora sotto processo! Se Atene piange, Sparta non ride. Ricci e Tridico, sconfitti alle regionali nelle Marche e in Calabria, si guardano bene dal guidare le rispettive opposizioni e se ne tornano bellamente in Europa. Ma sicuri che i marchigiani e i calabresi che gli hanno dato fiducia siano contenti?
Tutti abbiamo visto, in un video del 2019, Giorgia Meloni ancora all’opposizione, fare benzina. Ebbene, all’improvviso compariva un uomo nero con il cartello “Fisco” che si prendeva 35 euro dei 50 lasciando l’esterrefatta … futura Premier ad esclamare: “Vergogna. Noi pretendiamo che le accise vengano progressivamente abolite”. Ora è a Palazzo Chigi e servono soldi per la “quadra” dei conti pubblici . Si ricorda di quella sua propaganda?
E, sempre sulla manovra economica, il senatore leghista Claudio Borghi dice che “non è chiusa” e che su banche e case dovrà decidere il Parlamento. Giusto, lo prevede la legge. E sulle modifiche suggerite dagli altri partiti e dalle Opposizioni? Vige la blindatura? In particolare sulla Sanità e sulle lunghe file di attesa per esami anche importanti. Su queste il Cavour, per via della barba che incornicia il suo bel faccione, non dice nulla. Eppure è in Parlamento dal 2018, ben pagato con i soldi di tutti noi. Per fare gli interessi degli italiani o quelli elettorali della Lega?
Ecco alcune chicche raccolte in questa settimana che “convincono” gli italiani a disertare i seggi. Se i partiti, o quel che ne resta, ne tenessero conto forse molti tornerebbero a votare. Con buona pace del democristiano Luigi Granelli, in Parlamento dalla V alla XI legislatura, sempre pagato profumatamente dagli italiani. Qualunquismo? Non credo. Quella dichiarazione sull’assenteismo se la poteva risparmiare !
PdA