Beaumont sur Mer
Riconoscere un potenziale genocidio implica l’identificazione di atti specifici e l’intensificazione di modelli di comportamento contro un gruppo in base alla sua identità. Questi atti, come definiti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Genocidio, includono l’uccisione di membri del gruppo, il causare loro gravi danni fisici o mentali, l’infliggere deliberatamente condizioni di vita volte a provocare la distruzione fisica, l’imposizione di misure volte a impedire le nascite e il trasferimento forzato dei bambini del gruppo. Le persone del gruppo preso di mira sono descritte come inferiori all’umano, rendendo più facile giustificare la violenza contro di loro.Le sperimentazioni si protraggono ormai da diversi anni e oggi i tempi sono finalmente maturi per compiere i passi decisivi.
A rendere più reale e più a rischio ciò che resta del sistema liberal democratico in Europa e nel resto del mondo, che continuano a ripetere come un mantra la pretesa di essere i migliori portatori di valori democratici ma alla fine il risultato è sempre lo stesso che i “liberali” hanno sistematicamente prodotto nella storia, inclusa quella italiana: un regime autoritario. I governanti devono controllare tutto per paura di non controllare nulla in breve tempo. Il loro principale dilemma è come gestire le aspirazioni politiche che sorgono in risposta alla veloce crescita. Non molto tempo fa, le crescenti aspirazioni di libertà di espressione potevano essere schiacciate con la forza. Sotto il nuovo autoritarismo, deve essere concesso un certo grado di libertà privata, condizione prima del progresso capitalista stesso.
Nella storia millenaria dell’uomo ci sono stati un susseguirsi di cambiamenti che hanno portato ad evoluzioni tecnologiche, rivoluzionando di epoca in epoca la società.In una celebre ballata Berthold Brecht prende il sarto di Ulm – non quello della storia bensì quello diventato un modo di dire “fare come il sarto di Ulm”: annunciare un’impresa grandiosa e fallire; lo prende e lo sposta indietro di due secoli, agli inizi dell’età moderna, e in nota specifica che si tratta di una leggenda sorta al tempo delle guerre dei contadini. In questa “leggenda” gli antagonisti del sarto non sono lo scetticismo o la derisione, la fregola di sensazione dei potenti e della folla, il destino cinico e baro; il solo antagonista è un vicario di Cristo, un vescovo; il sarto disse al vescovo.“So volare Guarda come si fa!” E salì, con arnesi che parevano ali, sopra la grande cattedrale. Il volo venne spiccato dal tetto della chiesa e il sarto si sfracellò sul sagrato. Al sarto sfracellato, il vescovo fece suonare le campane perché grazie a Dio la tesi dell’immutabilità della natura delle cose (“non è un uccello, l’uomo: / mai l’uomo volerà”) è stata dimostrata.
Gigino Adriano Pellegrini