Un turismo in salute, che evolve nei comportamenti e nella struttura della domanda, generando effetti positivi sull’economia nazionale. L’estate 2025 registra numeri incoraggianti: saranno 36,1 milioni gli italiani in viaggio tra giugno e settembre, generando un giro d’affari pari a 41,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,7% rispetto al 2024. A rivelarlo è l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, che fotografa un settore in trasformazione, sempre più dinamico, sostenibile e frammentato.
Il dato più evidente è il cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori: la vacanza si accorcia, ma si moltiplica. La durata media del soggiorno principale scende da 10,3 a 10 giorni, mentre il 33,6% degli italiani prevede di fare più di un periodo di vacanza, spesso di pochi giorni, spalmati tra giugno e settembre. La stagionalità si attenua: giugno genera già 11 miliardi di spesa turistica, luglio 12,4 miliardi, agosto 15,9 e settembre chiude con 2 miliardi.
«Agosto perde centralità, mentre crescono giugno e settembre: si afferma un turismo distribuito, più sostenibile e accessibile» – sottolinea Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi.A cambiare è anche il profilo del turista: meno adulti, più famiglie con bambini, e un crescente interesse per esperienze immersive, naturali, autentiche. Il 76,9% degli italiani sceglie il mare, ma cresce la quota di chi opta per destinazioni naturalistiche meno affollate. Montagna, laghi e terme attraggono il 16%, mentre solo il 4,2% si orienta verso città d’arte e cultura. L’Italia resta la meta prediletta con l’88% delle preferenze, confermandosi una destinazione di prossimità, affidabile e di qualità. Solo il 12% sceglierà l’estero, principalmente per mete balneari vicine, capitali europee o destinazioni esotiche.
Sul fronte economico, la spesa si distribuisce lungo tutta la filiera turistica: il 28,7% del budget è destinato ai pasti, il 23,6% al pernottamento, il 21,1% ai trasporti, l’11,2% allo shopping e il restante 15,4% a svaghi ed escursioni. Le vacanze principali costeranno in media 888 euro a persona (89 euro al giorno), mentre quelle secondarie saranno più brevi (media 4,4 giorni) ma più intense in termini di spesa giornaliera (117 euro al giorno).Cambia anche il canale di prenotazione: il 46,3% degli italiani preferisce contattare direttamente la struttura ricettiva o utilizzare il suo sito web, mentre tre su quattro hanno prenotato con un anticipo tra uno e due mesi. L’automobile resta il mezzo più utilizzato (66,6%), seguita da aereo (20,7%) e treno (4,4%).Non mancano, però, le ombre. Quasi la metà della popolazione (49,2%) non farà vacanze tra giugno e settembre, principalmente per motivi economici (54,8%), seguiti da ragioni di salute (24,5%) e familiari (23,9%). Un dato che invita a riflettere sull’accessibilità del turismo e sulla necessità di politiche di sostegno mirate.
«Il turista oggi cerca emozioni, non solo alloggi. È una trasformazione strutturale che rende il turismo un motore diffuso di valore economico e sociale» – ha concluso Bocca.L’estate 2025 conferma dunque un trend in atto: il turismo italiano evolve verso un modello più flessibile, personalizzato e sostenibile, capace di adattarsi ai nuovi stili di vita e di trainare l’economia del Paese ben oltre i mesi tradizionali di alta stagione.
Fonte: Ildenaro.it