ALMASRI: DA NORDIO BUGIE MA CON LE GAMBE CORTE
“Alla prima che mi fai, ti licenzio e te ne vai”. Erano gli anni 50-60, il Corriere dei Piccoli costava 50 lire e il fumetto del Corriere dei Piccoli con questa battuta furoreggiava. Ed è quello che, a 75 anni di distanza, Giorgia Meloni avrebbe una gran voglia di dire al suo Guardasigilli che il 21 gennaio ha permesso al torturatore libico Osama Almasri di tornare libero in Libia, nonostante un mandato d’arresto internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Ma non può farlo perché Carlo Nordio fu solo un mero esecutore di un ”piano” studiato in fretta e furia a Palazzo Chigi per non avere noie con la Libia e che ha coinvolto la stessa Premier, il ministro Piantedosi e il sottosegretario Mantovano. E poi perché il suo Governo verrebbe… terremotato. Matteo Salvini, per primo, lascerebbe volentieri i Trasporti e si attiverebbe per spostare Piantedosi in via Arenula, tornando finalmente a “fare” il Ministro dell’Interno.
In vista della stagione “autunno-inverno” la sua compagna infatti ha visto che cominciano a scarseggiare felpe nel guardaroba del segretario della Lega e quindi uno spostamento al Viminale sarebbe ben visto!Sono passati sei mesi da quella decisione “pilatesca” del governo italiano, che tanto rumore ha fatto, e le tre giudici del Tribunale dei Ministri incaricate dell’inchiesta stanno per consegnare le loro decisioni: archiviazione o richiesta di rinvio a giudizio.E la posizione di Nordio appare la più grave. Dalle carte acquisite emerge infatti che il Ministro abbia omesso di procedere nonostante fosse stato informato, già domenica 19 gennaio, dell’arresto del cittadino libico su mandato della Corte Penale Internazionale.Il tutto, dicono a Napoli, sarebbe avvenuto “aummo aummo”, facendo in modo che le informazioni circolassero solo su “canali riservati”, sembra su indicazione del capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, che sapeva cosa stava accadendo e diede indicazioni ai suoi uffici di parlarsi con cautela e di non lasciare troppe tracce.La Bartolozzi è stata deputata di Forza Italia nella precedente legislatura ed è sposata con Gaetano Armao, vicepresidente della Giunta regionale siciliana presieduta da Nello Musumeci dal 2017 al 2022.
Sempre dalle carte emergerebbe che il Tribunale dei Ministri avrebbe voluto interrogare il Guardasigilli che però non si è presentato, adducendo altri impegni, e che l’avvocato Giulia Bongiorno, che difende tutti i membri del Governo coinvolti nell’inchiesta, avrebbe suggerito di ascoltare il sottosegretario Mantovano invece di Nordio. Perché? E come ringraziamento che fa la Libia, divisa in due fazioni? Mette alla porta il nostro Ministro dell’Interno e la delegazione UE come “persone non gradite”. L’Italia di Giorgia Meloni rimpatria il torturatore libico Almasri con volo di Stato. Piantedosi si prende metaforicamente uno schiaffone e il Ministro Tajani dice che lo sentirà “appena possibile” per… capire l’accaduto.Non stiamo, purtroppo, su “Scherzi a parte”!
PdA