Il diario di Pietruzzo 100

SCHLEIN: CERTE DICHIARAZIONI LE FACCIA DOPO AVER VINTO

Certe dichiarazioni non servono a galvanizzare nessuno. Qualcuno della sua “squadra” spieghi ad Elly Schlein che prima si vince e poi si canta vittoria. Già è stato un azzardo – anche se per motivazioni nobili – avventurarsi, in anni di crescente disimpegno di partecipazione popolare, in una campagna referendaria centrata sul raggiungimento assai difficile del quorum e su tematiche, come il jobs act, dove il PD è da sempre manifestatamente diviso.

Ok Ipotizzare addirittura una vittoria… Che c’entra ricordare che la linea del PD è passata in direzione senza voti contrari”? Al 20 aprile 2023, tra conferme e new entry, i membri erano 175: Più dei 133 che hanno eletto il nuovo Papa! Un numero troppo alto per discutere serenamente e prendere decisioni che impegnino tutto il Partito e convincano i suoi elettori.

Comunque, siamo entrati in guerra e quindi dobbiamo combattere ma sarebbe saggio fare propaganda e acquisire consensi senza la “spocchia” dei primi della classe. Altrimenti si offrono armi di dileggio agli avversari quando i risultati eventualmente non fossero quelli sperati. Che dirà, la segretaria del PD, quando il quorum non dovesse essere raggiunto? Diverso, sugli stessi temi, aprire una battaglia in Parlamento e nel Paese con proposte concrete che mettano in imbarazzo la Destra. Dovrebbe essere questa, e non il referendum, l’arma per acquisire consensi ad un Partito che, con altri, si candida alla guida del Paese. Sul “Corriere” la Schlein denuncia i tagli alla sanità con il conseguente scandalo delle liste d’attesa e ricorda di aver “indicato al governo dove trovare subito 5 miliardi per assumere medici e infermieri”. Senza indicare però, nell’intervista, il “come” e il “dove”.I tanto vituperati partiti della Prima Repubblica – che ovviamente non sono nel “cuore” della Schlein – lo facevano, e così orientavano il consenso. Sicuramente sono stati fatti errori, altrimenti non ci sarebbe stata Tangentopoli e non avrebbero fatto presa sulla gente i Grillini. Ma l’anello di congiunzione tra gli elettori e la politica erano i Partiti con le loro ideologie, le loro storie, i loro programmi, i loro giornali. Oggi ci sono i Movimenti, formazioni leaderistiche che parlano per slogan. Chi rappresentano? Cosa dicono? Qual è il loro collante? Tutto è fluido, evanescente, il disinteresse è crescente e le urne vuote.Forse è il caso di ripensare ad un “nuovo” modo di interessare la gente.

Forse è il caso di “reinventare” i Partiti e formare dei dirigenti preparati che, una volta arrivati in Parlamento, non si occupino d’altro per tutta la durata del mandato, dei veri “professionisti”, non degli “scappati di casa” senza arte né parte. Schlein vuole mandare a casa la Meloni e prenderne il posto? L’operazione non è simultanea. Prima deve costruire una coalizione sulla base di un programma condiviso e lei – al di là del dirsi “testardamente unitaria”, è divisiva. Si guardi in giro. Potrebbe accorgersi di avere una mucca nel corridoio del suo stesso Partito, quel Pierluigi Bersani, messo frettolosamente in naftalina ma in grado di parlare alla gente con un linguaggio semplice ed efficace. Uno, direbbero gli specialisti della materia, che “buca lo schermo” e parla al cuore.E’ vero, rappresenta la vecchia politica? Pazienza! Non tutto quello che è vecchio non va. Gli lasci il compito di creare una coalizione, se vince lo faccia governare e solo in un secondo momento, più matura e meno divisiva, ne prenderà il posto.

PdA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *