I REFERENDUM E LA “TRUFFA” DEL GOVERNO
La truffa è un reato e come tale andrebbe sempre perseguita. Ma quando la fa il Governo…
E’ il caso dei cinque referendum sul lavoro e sulla cittadinanza del prossimo 8 e del 9 giugno fissati insieme ai ballottaggi per alcune amministrative quando – è noto – l’affluenza diminuisce sensibilmente con il rischio di non raggiungere il 50 più uno degli aventi diritto al voto.
Ma è proprio quello che l’Esecutivo Meloni vuole: farli fallire per assestare un colpo ai Sindacati e ai Partiti di opposizione. La prova “provata” (direbbero gli esperti di gialli) viene dal ballottaggio per le recenti Comunali di Bolzano che ha registrato appena il 42,8 mentre al primo turno la percentuale era stata del 52,2 cento.
Dove sta la truffa governativa? Se si fosse votato anche per i referendum, il quorum al primo turno sarebbe stato superato, sia pure di poco, mentre al ballottaggio non sarebbe stato raggiunto. C’è da chiedere ai “principi” della legalità: alle Meloni, ai La Russa, ai Salvini, ai Tajani se sia corretto. E se sia giusto che chi ha le chiavi del potere “violenti” la volontà dei milioni di firmatari di misurarsi con gli altri cittadini.
C’è da chiedere a questi campioni della correttezza perché il voto per i cinque referendum non sia stato fissato per il 25 e 26 maggio in concomitanza con il primo turno per il rinnovo di alcune amministrazioni comunali. Evidente la volontà di sabotarli perché non li si condividono. Più che legittimo. Meno legittima la decisione di non combattere ad armi pari: i “si” contro i “no” brigando perché questi ultimi facciano “massa” con la quota, purtroppo alta, di chi da tempo ha deciso di disertare le urne..Anche qui va fatto un distinguo: si può votare a favore dei quesiti referendari (tutti o in parte), si può votare contro od anche …. andarsene al mare come suggeriva un leader socialista morto latitante all’estero.Ma che questo invito agli Italiani venga dalla seconda carica dello Stato, come ha fatto Ignazio Benito La Russa, è politicamente inaccettabile.A quel leader socialista… non è andata proprio bene. Speriamo che La Russa non sia scaramantico.
Detto questo, e ben augurando al Presidente del Senato, sarebbe opportuno che questo Governo, così sollecito a mettere mano alla Carta Costituzionale, ai problemi della giustizia e dell’ordine pubblico, alla riforma dell’autonomia differenziata, si occupasse anche di referendum abbassando il quorum alle attuali percentuali di votanti o elevando il numero delle firme.Sembra invece che a questo Governo interessi solo votare per il premier ma “sabotare” l’unica forma di democrazia diretta a disposizione degli Italiani.Come dire: democrazia sì ma… non allarghiamoci troppo!
PdA