Al Teatro Arcobaleno nel quartiere Nomentano a Roma si celebra il 240° anniversario della nascita di Alessandro Manzoni. Da ieri e fino al 18 Maggio sarà in scena “Adelchi”, capolavoro del teatro romantico italiano. Adelchi è l’eroe romantico in continua lotta fra ideale e reale, fra sentimento e ragione, fra aspirazione e dovere. Egli è l’uomo nuovo in cui Manzoni trasferisce i suoi sentimenti di giustizia, di solidarietà, di condanna delle guerre e di profonda Fede.Dall’opera manzoniana il direttore artistico del Centro Stabile del Classico Vincenzo Zingaro sedici anni fa ha tratto una sua avvincente versione, ormai storica. Si tratta di uno spettacolo-concerto – si legge nella nota per la Stampa- per attori e orchestra, con Giuseppe Pambieri (Re Desiderio) e Vincenzo Zingaro (Adelchi), che coinvolge gli spettatori attraverso una straordinaria fusione di parole e musica, facendoci addentrare nelle affascinanti vicende che hanno visto nascere, con Carlo Magno, il Sacro Romano Impero e che costituiscono le fondamenta dell’Europa. “Manzoni non ideò le sue tragedie – spiega nelle note di regia Vincenzo Zingaro- perché venissero rappresentate, ma per la lettura, in quanto, come egli stesso ebbe a dire: “… la tragedia da recitarsi sarebbe incapace di quel grado di perfezione, a cui può arrivare la tragedia, quando non si consideri che come un poema in dialogo, fatto soltanto per la lettura, del pari che il narrativo…”
In effetti l’azione dell’Adelchi è tutta nella “parola”: i personaggi descrivono e raccontano tutto, ciò che avviene intorno e ciò che avviene dentro di loro. E lo fanno attraverso una parola che è sempre evocativa, suggestiva, volta a creare continuamente un livello di “lettura superiore” rispetto al mero racconto dei fatti”. “Per questo ho scelto di rappresentare l’opera – continua il regista- in forma di lettura-concerto, come un melologo, in cui ogni attore diventa “strumento” all’interno di una partitura orchestrale, cercando una suggestiva commistione di parola e musica. Non a caso, con il termine “mousikè” i Greci indicavano non solo l’arte dei suoni, ma anche la poesia e la danza, come a sancirne l’indissolubile legame. Dei duemila e cento versi originali, ne verranno letti circa mille, tanto da mantenere il tessuto narrativo nella sua interezza.
Spero che questo spettacolo, frutto di un’inguaribile passione, possa offrire un piccolo contributo per scalfire quell’indifferenza che sta condannando all’oblio capolavori fondamentali della nostra cultura”. Con Giuseppe Pambieri e Vincenzo Zingaro, in scena sono Annalena Lombardi, Giovanni Nardoni, Giovanni Ribò, Fabrizio Passerini, Francesco Polizzi, Piero Sarpa, Sina Sebastiani e Paolo Oppedisano.Nel cast musicale Maurizio Trippitelli (percussioni sinfoniche), Giovanni Zappalorto (tastiere), Francesca Salandri (flauto), Stefania Mercuri (corno Inglese),Angelica Ziccardi (violino), Chiara Ciancone (viola) ed Eleonora Yung (violoncello). Musiche del compositore Giovanni Zappalorto e Disegno Luci Giovanna Venzi.Per la messinscena dell’Adelchi, presentata la prima volta a Roma ai Fori Imperiali nel 2009, Vincenzo Zingaro ha ricevuto dalla Società Dante Alighieri, la Benemerenza per l’Arte e la Cultura italiana, con medaglia d’OroInfo: www.teatroarcobaleno.it