OSSERVATORIO COLLINARE

Beaumont sur Me

Bertrand Russell scriveva che persino ai grandi dolori si può sopravvivere; preoccupazioni che sembrerebbero mettere fine alla felicità per tutta la vita, col passare del tempo si attenuano, fino a che diventa quasi impossibile ricordarne l’intensità. L’obiettivo è quello di guardare in faccia anche la sofferenza, anche la possibilità peggiore, perché è la paura a generare l’ansia e di conseguenza la stanchezza, lo stress.

Nel mondo attuale, mi appare sempre più evidente che, Il progetto è quello di trasformare le future generazioni sotto forma d’esseri viventi socializzati, come vuotatori di fogne. Non c’è nulla come la penuria di ossigeno per mantenere un embrione al di sotto della normalità. Più bassa è la casta e meno ossigeno gli verrà dato. Esseri uniformati per il bene della “stabilità sociale”, il che significa che chi è al potere ci deve restare, e a tutti i costi. Ogni nuovo nato potrebbe apportare un nuovo e libero punto di vista sulle cose, e, quindi, potenzialmente in grado di compromettere la stabilità del Sistema: ecco perché i Gestori amministrativi ritengono corretto limitare la libertà di realizzarsi come identità dotata di ragione, troncando la maturazione culturale ed emotiva, addirittura disporre del potere “biologico” sopra l’individuo.

Il Konducator della città, figura irremovibile anche se mascherata, in questi ultimi anni, non tollera critiche, ed avrà, subito dopo le prossime elezioni, l’obiettivo di perseguire gli individui in grado di pensare fuori dal coro in quanto pericolosi al sistema. Vorrei poter scrivere un romanzo. Metafora di come l’indottrinamento delle masse alimenti la forza del Sistema. Nel romanzo gli unici personaggi che dubiterebbero del modo in cui il Potere verrebbe esercitato apparterrebbero alla sola casta predisposta dalla biotecnologia a sviluppare le piene capacità intellettive. In questa cittadina tirrenica che verrà, regolamenti e leggi non saranno perfettibili perché già perfetti e quindi immutabili. Nonostante ciò, prossimamente ci sarà una parvenza di democratiche elezioni. Sarà l’allegrezza goliardica a rivelare l’incontrollabilità delle poche persone contestatarie. La loro frequente risata rivelerà il modo sacrilego con cui hanno intenzione di porsi nei confronti del Regolamento del Sistema gestionale . Manipolando la coscienza storica, dalla fine dell’ultima guerra mondiale, il Potere ha acquisito un immenso ascendente sui ricordi che amministra. Ha fatto sì che non si possano pensare alternative diverse a quelle che si stanno vivendo e che le condizioni del presente risultino immutabili. Il futuro di una cittadina si cristallizza.

Ciò che i potenti e prepotenti cercano incessantemente di fare è sottrarre diritti umani, e il diritto ad un futuro diverso è uno dei tanti. Ogni operazione mentale crea sempre una sorta di dipendenza dal contesto sociale. Noi non nasciamo liberi, ma la libertà si può conquistare, con l’impegno e la tenacia, ma bisogna prima di tutto desiderarla. Già da un bel po’ i sudditi elettori si spiano, a vicenda. Nella piazza centrale, a volte un uomo dice qualcosa di se stesso che non intendeva lasciarsi sfuggire, e uno dei suoi compagni, sbadiglia, si avvicina furtivo al primo Sparaballe accanto e gli sussurra nell’ orecchio ciò che ha udito. I ridicoli premi delle denunce (qualche ora di lavoro) sono escogitati apposta per umiliare l’individuo e dimostrargli quanto meschino sia e per quanto poco tradisca. Per lor Signori, la felicità è intesa soltanto come divertissement, una felicità ad intermittenza, studiata per far regredire l’individuo ad uno stadio amebico. Il “paese dei balocchi”, che crei dipendenza, appaghi i sensi, e distolga dall’avere una visione consapevole su come stanno veramente le cose. Il contenuto dei comizi sarà senza alcun dubbio di orrendo livello intellettuale.

Complice del potere è la televisione generalista nazionale con contenuti odorosi, percettibile alla vista, all’udito, ma anche all’odorato e al tatto, trasmette, perlopiù fiction di “atti amorosi surrogati” insieme ad una nuova Maria televisiva non più tanto vergine. La strategia socioculturale degli amministratori sarà quella di mostrare attraverso i media persone felici e svagate, in modo che il resto degli astanti si convincano ad approvare quei piacevoli comportamenti e ad accettarli come norme per vivere nel sociale. Il Potere ha bisogno di una popolazione distratta da cose superficiali. Le prossime elezioni potrebbero rappresentare il grande trionfo dei potenti, il non poter più essere accusati di mentire, perché la loro comunicazione sarà talmente torbida da riuscire ad abolire l’idea stessa di verità.

Gigino Adriano Pellegrini

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