TERRA DI SAPROFOGI

Beaumont sur Mer

Mi accorgo che nei miei precedenti scritti ho dimenticato di precisare chi siano gli abbietti a cui mi riferisco generalmente; è ridondante in quanto non dubito che essi siano facilmente identificabili da tutti in quei politici sciagurati parassiti che si esibiscono ogni giorno sul miserabile palcoscenico del teatrino della politica, rappresentato tristemente da uno squallido palchetto, ciechi e sordi nei confronti dei diritti degli interessi del popolo che sfruttano e taglieggiano!
Sono 10 mesi, che il Konducator dell’Amministrazione di Amantea, che non fa eseguire una sentenza del Consiglio di Stato nel restituire al demanio dello Stato e dunque alla collettività circa 2000 metri quadri che abusivamente un privato, proprietario del hotel “La Scogliera”, detiene da moltissimi anni. Un’Amministrazione, quando viene meno al suo mandato, farebbe bene dimettersi invece di continuare a fottersene della collettività Amanteana.
La forza di tale organizzazione scellerata risiede nel loro potere e poi nel condizionare la piccola politica di questa cittadina tirrenica, nel senso che sono interlocutori per la politica nella misura in cui riescono a mantenere il controllo del consenso, cosa che deriva dalla grande capacità di essere presente nella realtà economica attraverso uomini di fiducia o addirittura attraverso veri e propri affiliati.
La spudoratezza del Konducator ha toccato cime tempestose nel divulgare la notizia che: “l’amministrazione si è recentemente concentrata sulla lotta contro l’occupazione irregolare di spazi pubblici, un fenomeno con cui la comunità di Amantea ha convissuto per troppo tempo.”
Queste riflessione riguardano non solo questa città ma tutta la Calabria e forse l’intero territorio nazionale. Vorrei parlarvi di storie nascoste e talvolta bugiarde. Di grandi menzogne, comode come pantofole, che, stante il presente dissesto comunale, consente di fomentare nuovi e quanto mai preoccupanti forme di atteggiamenti violenti.
Tra il resto della Penisola e il Sud. Tra sottoproletariato urbano e migranti. E via discriminando…Questo dovrebbe essere il luogo in cui poter discutere le drammatiche iniquità socio-economiche, e non l’essere felice” come viene suggerito al Konducator da un presidente della regione Calabria nelle sue apparizioni senza alcun senso sul territorio regionale in occasione delle elezioni europee.
Amantea ha assunto il ruolo di “vittima” praticamente da quando il Mezzogiorno è diventato Sud. Uno scomodo risuonar di voci, talora dissonanti che nascono, come in un crocicchio di strade sterrate fiancheggiate da secolari muretti a secco, testimoni plurisecolari di storie antiche e moderne.
E’ ormai manifesto come il peggior nemico di Amantea – malavitosi e ricattatori a parte – sia chi perpetua e consente lo sfruttamento quasi coloniale di questa bellissima terra, usata ora come discarica abusiva di rifiuti umani e tossici, ora come clientele e depositi di voti, nella quasi totale assenza di progettualità d’ampio respiro.
Amministratori spietati e senza un briciolo d’amore per la città, ma anche cittadini oziosi. In sudditanza pressoché completa agli interessi economici di altri tessuti produttivi. Il vero nemico di questo territorio bagnato dalle sacre acque dell’Ulisse Mare è chi – ora nel nome del progresso, ora della crescita – alimenta lo sfruttamento scriteriato dei cittadini, succhiandone linfe vitali o assoggettandoli, oltre all’errore-orrore di lasciarsi sedurre dalle sirene populiste di rapaci ladri di voti, che hanno sempre avuto gioco facile nell’erodere e sottrarre la sovranità a chi non ha mai saputo valorizzarla degnamente.
In questo tombale silenzio di coscienze sopite che opprime e scoraggia i giovani, e non solo i giovani ad accettare lavoretti capestro nelle cooperative, combattere i pregiudizi e l’abbandono. O, in estrema ratio, ad emigrare, quando l’energia del disgusto supera, finalmente, quella del desiderio di restare.
Questo è il Sud. Adotto questo titolo come omaggio a Victor Hugo. “I Miserabili”, usciti dalla penna del grande Autore francese, sono in parte vittime del potere, le vittime dell’ingiustizia e della giustizia, le vittime di un mondo alla rovescia, ed è giusto ricordarli. Ci sono, è inutile negarlo, i buffoni e gli sfaccendati che si adattano a fare i miserabili piuttosto che darsi da fare a cambiare le cose, ma dire che tutti sono così sarebbe di una gravità estrema. Sarebbe persino un insulto verso chi è rimasto vittima di un sistema che, per l’avidità di chi ha pensato solo ad arricchire profittando di un sistema perverso, si trova ora doppiamente penalizzato solo perché stritolato nelle mire politiche di plutocrati senza scrupoli. Li rivedo tutti, come quando ero un ragazzino, silenziosi sotto il palchetto di Piazza Commercio, oggi come allora, speranzosi che qualcosa arrivi dall’alto a modificare le loro vite in questa valle di lacrime!
Gigino A Pellegrini & G el Tarik

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *