Giubileo 2025: Proceno, la Porta del Lazio della Francigena, si prepara a sbalordire.

Un milione e 580 mila euro è una cifra che può fare sognare e cambiare vita a chi la vince. Questa volta non c’è il fortunato anonimo ma questa ragguardevole cifra rappresenta le speranze, e qualcosa di più, di Proceno, 522 anime, comune dell’Alta Tuscia, con un meraviglioso castello del 1000, davvero ben tenuto e una torre di cinque piani che domina il territorio.

L’ importo, lo ripetiamo: 1.580 mila euro dovrebbe arrivare dai fondi del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) per contrastare l’esodo demografico e incrementare considerevolmente il turismo.

Accanto al Comune di Proceno, soggetto attuatore, guidato dal coraggioso sindaco Roberto Pinzi, sono scesi in campo come partner del progetto: CoopCultureSapienza Università di RomaUniversità della Tuscia di ViterboComune di AcquapendenteComunità Montana Alta Tuscia LazialeAssociazione Europea delle Vie FrancigeneCastello di ProcenoNABA – Nuova Accademia di Belle ArtiCooperativa Agricola Alta Tuscia Soc. Coop. a r.l.

Proceno sorge in un’area di dolci colline con, a fondo valle, un dedalo di fiumi, tra cui il Paglia. Da sempre è terra di confine, quindi di accoglienza, scambi culturali e integrazione. È sempre stata una delle principali stazioni di posta della Via Francigena, accogliendo pellegrini, religiosi, principi, filosofi e letterati, tra cui Galileo Galilei. Ancora oggi è un “racconto” a cielo aperto dei suoi 25 secoli di storia. Di impianto medievale perfettamente leggibile, è un centro fortificato di cui sono testimonianza il Castello, le mura quasi completamente conservate e il tessuto edificato, che disegna un labirinto di stretti vicoli. Ma tanta bellezza e tanta storia non ha preservato Proceno da un serie di problemi, primo tra tutti lo spopolamento.

Contrasto all’esodo demografico

Negli ultimi cento anni si è assistito ad un’importante decrescita demografica nel Borgo di Proceno. Se negli anni 30 si contavano circa 2000 persone, oggi sono solo 522 i residenti. A questo fenomeno si è accompagnato un progressivo invecchiamento con perdita delle attività economiche ed imprenditoriali, agricole e artigianali, ma anche dei servizi commerciali essenziali per cittadini e turisti. Pochi sono i giovani che rimangono essendo obbligati, per lavorare, a gravitare su altri comuni principalmente toscani. Un processo che deve essere arrestato per non trasformare Proceno in un borgo fantasma, rischiando di perdere sia il patrimonio immateriale, ma anche quello materiale a causa dei problemi di conservazione e fruizione dei beni immobili. Il progetto “Proceno, borgo di rigenerazione” individua, perciò, innumerevoli punti di forza da trasformare in opportunità per la rinascita, a cui si aggiunge il forte senso di appartenenza dei cittadini.

La formazione

Grazie alla collaborazione con Sapienza Università di Roma, Università della Tuscia di Viterbo e NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Proceno vuole diventare un polo di eccellenza formativa attivando, in pianta stabile, un laboratorio scientifico per lo studio della rigenerazione dei piccoli borghi. Qui gli studenti avranno la possibilità di studiare, ricercare e sperimentare processi rigenerativi che il “tessuto minore” italiano, e dell’intero mediterraneo, stanno affrontando per rispondere alle grandi sfide del nostro tempo. 

Cittadini protagonisti della rinascita e la creazione di nuovi posti di lavoro

Grazie a call pubbliche e azioni di engagement tutti gli abitanti saranno chiamati ad esprimersi non solo sulla nuova identità da dare al borgo, ma anche coinvolti nel progetto riallestimento del Museo Georgofilo, uno dei simboli del borgo. Il museo diventerà il luogo dove confrontarsi e interrogarsi su una nuova economia agricola, legata alla sostenibilità e circolarità. Inoltre, grazie al partenariato con CoopCulture, la rigenerazione dei cittadini passerà anche dalla nascita di una Cooperativa di Comunità che si occuperà di gestire i diversi servizi che nasceranno sul territorio per garantire le migliori condizioni di accoglienza. Saranno così create nuove opportunità occupazionali.

La Porta del Lazio della via Francigena e il turismo lento dei cammini

Il borgo è la Porta del Lazio ovvero la Galizia della Francigena. Proceno potrebbe almeno raddoppiare il flusso di turisti, soprattutto in vista del Giubileo 2025.Sarà questa l’occasione per intercettare tutti quei turisti che si approcciano alla Francigena, anche per un giorno, per visitare e conoscere il tessuto minore della nostra Penisola. Per questo sarà implementato il sistema dell’accoglienza e di intrattenimento culturale del borgo, anche grazie a servizi digitali e innovativi. La Francigena, negli ultimi anni, ha portato ad un aumento esponenziale dei visitatori di Proceno. Nel 2019 si sono contati circa 500 pellegrini, nel 2020, sebbene anno del Covid-19, i flussi sono duplicati per poi raddoppiare ulteriormente nel 2021 arrivando a 2.000 passaggi. Di questi circa il 30% si ferma a pernottare a Proceno. Tale numero potrà essere ulteriormente incrementato con più servizi ai pellegrini, una delle azioni base previste dal progetto.

Ad oggi i camminatori decidono troppo spesso di organizzare una tappa diretta Radicofani – Acquapendente, percorrendo un tratto molto pericoloso della Cassia poiché Proceno, che prevedrebbe una variante sicura e suggestiva, non garantisce per tutti i servizi necessari di ospitalità e supporto.

Proceno Auguri!!!

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