Il diario di Pietruzzo 13

NON E’ VERO CHE MELONI SI E’COMPORTATA DA LEADER

La narrazione meloniana secondo la quale in Europa si è comportata da leader europeo fa acqua da tutte le parti.
A parte il fatto che la parola “leader” la premier non sa dove stia di casa, nel votare contro Ursula von der Leyen Giorgia ha seguito interessi di bottega: non farsi scavalcare a destra da Salvini , protestare per essere stata volutamente esclusa da una maggioranza chiusa alla Destra, fare in modo che il suo partito fosse risultato decisivo per poi passare all’incasso, perso tutto, “mercanteggiare” per non tornare a casa, com’è avvenuto, a mani vuote.
Diversamente non si comprendono le trattative portate avanti, anche in segreto, fino a pochi minuti prima del voto, per far parte della nuova “maggioranza Ursula”. L’unica carta che le avrebbe permesso di rintuzzare le inevitabili critiche dell’alleato Salvini: dimostrare con i fatti che Lei, e la sua corrente, contavano.
Ma è proprio quello che gli altri Paesi non volevano: condannarla all’irrilevanza, confinandola nello “schieramento nero” che – attenzione – non ha vinto le elezioni, in compagnia dei Patrioti, di Le Pen e Orban
Perché proprio questo è il dato politico delle elezioni.
Quando la Ducetta invoca la “coerenza rispetto al risultato delle Europee, si riferisce all’Italia dove indubbiamente Fratelli d’Italia ha vinto. E quindi fa un ragionamento da capo Partito. Ma vincere in Italia non significa che la Destra ha vinto in Europa. Altrimenti Popolari, Socialisti e Liberali non avrebbero avuto i voti per eleggere Ursula von der Leyen. Questa è la democrazia dei numeri. Il resto è fuffa per arrampicarsi sugli specchi, a posteriori. E Meloni lo sa.

PdA

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