Punture di spillo-
Ieri, alla conferenza stampa per annunciare l’abolizione del bollo auto per le piccole e medie cilindrate dal 2027 – Meloni, Salvini e Tajani sembravano i classici giocatori di “carta vince, carta perde” in un mercato rionale di frutta e verdura.
A lato, il ministro Giorgetti a fare il “compare” che fingeva di partecipare al gioco, stando attento all’arrivo dei Vigili per togliere velocemente il banchetto e scappare.
Solo che il banchetto non era amovibile, trattandosi di un robusto palco allestito dalla Presidenza del Consiglio per gli incontri con i giornalisti.
E allora tutti i trucchi della manovra sfacciatamente e vergognosamente elettorale sono emersi nella loro evidenza. Innanzitutto il copyright. Immediato il riferimento al film “Cetto la Qualunque”, interpretato magistralmente da Antonio Albanese. Altri sono andati a Silvio Berlusconi quando promise l’abolizione dell’Ici alla vigilia delle elezioni del 2006 e che attuò nel 2008 con il suo quarto governo. Ma parliamo di uno statista, non di una “undergog”! Niente di paragonabile infatti alla ragazzotta della Garbatella alla quale si adatta meglio la scarpa sinistra che Achille Lauro regalava agli elettori di Napoli, riservandosi di dare la destra solo se avesse vinto.
I tre interpreti politici di “Cetto la Qualunque”, apparsi sorridenti in sala stampa, si sono dimenticati però di dire la copertura e la durata della “mancetta” elettorale. Ci ha pensato Giorgia assicurando che la misura sarebbe valsa per il 2027, con i fondi del PNRR, e varrà per gli anni a seguire. Quindi strutturale.Una promessa che comunque lascia il tempo che trova. Se la Destra vincerà ancora, bene. Qualche ulteriore taglio alla sanità e si va avanti. E in caso di sconfitta? “C..zi loro” deve essere stato il retro pensiero dei tre “compari”.Ma l’annualità della misura ci dà una notizia: Andremo a votare in primavera, se non addirittura alla fine di gennaio. Rinnovare il regalo elettorale significherebbe trovare altre coperture. Ma, come si dice, passata la festa gabbatu lu santu.E poi c’è il problema della Consulta che potrebbe non fare in tempo ad esaminare la nuova legge elettorale ed eventualmente a dichiararne l’incostituzionalità prima del voto.
Ed è sui tempi “volutamente” stretti, che la Ducetta fa affidamento per introdurre in maniera truffaldina il premierato che rischierebbe, come la giustizia, di essere bocciato dagli italiani. Di qui la “fretta”, d’accordo con il Presidente del Senato “cofondatore” di Fratelli d’Italia, di un esame rapido che ha tagliato fuori ogni confronto con le opposizioni, compreso il numero delle firme per consentire a chi non è ancora in Parlamento di presentarsi alle elezioni: Ne occorreranno 400mila quando per Fratelli d’Italia ne servirono appena 40mila.C’è poi da dire che la legislatura si conclude in autunno e che quindi Meloni potrebbe non aver fatto i conti con l’oste.
Non è detto che il Capo dello Stato – cui spetta ancora di sciogliere le Camere – non decida, proprio in attesa di un giudizio della Corte sulla legge elettorale, per un governo di pochi mesi. E allora, l’abolizione del bollo auto, gli italiani se la potrebbero dimenticare. Resterebbero però le dentiere e gli apparecchi acustici!
PdeA