COSA SARA’?

Beaumont sur Mer-

“Il discorso dell’Assenza è un testo con due ideogrammi: vi sonole braccia levate del Desiderio, e vi sono le braccia tese del Bisogno.”Roland Barthes

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La lontananza è una condizione geografica o temporale, ma quando si trasforma in mancanza, diventa una condizione dell’anima. È in questo preciso passaggio che si consuma la vera tragedia emotiva. Finché c’è solo distanza fisica, la mente riesce a gestire l’assenza aggrappandosi ai ricordi, ai progetti e alla speranza del ritorno.

La lontananza è uno spazio vuoto che si può misurare in chilometri o in giorni.Il dramma comincia quando quel vuoto smette di essere una misura e diventa una presenza costante e dolorosa: la mancanza. In questa fase, l’assenza della propria figlia non è più un dato di fatto, ma una ferita aperta che brucia nella quotidianità. Si manifesta nei piccoli gesti interrotti, nei silenzi della casa, nei pensieri che non trovano più il loro destinatario naturale.

La mancanza è la consapevolezza dolorosa che un pezzo di sé stessi è altrove, e che il presente è mutilato.Nonostante tutte le ricchezze che abbiamo, potremmo comunque sentire la mancanza di qualcosa. Ma non voglio che questo sia il motivo principale dei problemi che creiamo nelle nostre vite. Non generalizzare e non pensare che tutti gli uomini siano uguali. Caro Lettore, spero che tu trovi una persona con cui poter avere queste conversazioni senza un nodo alla gola.L’intensità della “ferita paterna” descrive le cicatrici emotive causate da una cattiva genitorialità da parte del padre. Molti lo chiamano anche “problemi con il papà”. Le ragazze che vengono private dell’amore e del sostegno del padre a causa di divorzi precoci, incarcerazione, morte, abusi o indisponibilità emotiva tendono a sperimentarlo. Il vecchio adagio “Le figlie amano i loro padri più di ogni altra cosa” è stato ripetuto infinite volte. Forse si riferivano all'”amore incondizionato”, in cui due persone si amano a prescindere da come siano. Ma, forse, ci sono molte altre cose che una figlia si aspetta da un padre, oltre ai doveri che è tenuto a svolgere nei suoi confronti.

Sarebbe inspiegabile per me descrivere l’amore di un padre per sua figlia. Questo breve scritto non vuole parlare di quanto sia grande l’amore di un padre. In breve, mi riferisco al termine usato nel parlare della “ferita paterna”. Solo quando la vidi esibirsi al ballo di fine anno delle Scuole Medie e mi baciò subito dopo. Quel momento mi fece comprendere ciò che mia figlia rappresentava nella mia vita di padre.Dove porta questo che sto scrivendo? Ci si aspetta che sia buon padre, un compagno, tutto allo stesso tempo.

È già doloroso che una ragazza cerchi un uomo diverso da suo padre, che dovrebbe essere un buon modello di riferimento, e questo non fa che peggiorare ulteriormente la situazione.Un padre emotivamente o fisicamente distante può gradualmente trasformarsi in un assente, creando una profonda “ferita paterna” che ha un impatto significativo sulla sicurezza emotiva della figlia e sulle sue future relazioni. Perché la distanza diventa assenza? Quello che è successo è stato essere costretto a lasciare Roma per stabilirmi in Calabria.Il detto “la lontananza rafforza l’amore” potrebbe essere vero.

Molte persone che vivono una relazione a distanza affermano che la distanza della persona amata rende speciale il tempo trascorso insieme; ogni giorno che passano insieme è come San Valentino. La lontananza, dicono, li aiuta ad apprezzare di più l’altro e a rafforzare la relazione. Infatti, le persone che vivono una relazione a distanza tendono a mantenerla più a lungo. Qui non si tratta di un rapporto amoroso con un partner, ma dell’amore di un padre per la propria figlia. Inoltre, chi vive quest’amore paterno a distanza spesso crede che “se riusciamo a sopravvivere a questa separazione, possiamo superare qualsiasi cosa”. Non è così.La distanza non crea solo spazio tra le persone…Quando qualcuno non fa più parte della tua vita quotidiana, E questa consapevolezza può essere scomoda. Rimanere in silenzio, ascoltando il passato. Cercare di capire la trasformazione di distanza in assenza. Il dolore che si prova non è una malattia, viene spesso paragonato ad una ferita aperta che deve cicatrizzare.L’essere umano ha naturalmente una dotazione che gli permette di sopravvivere al dolore e di superarlo.

Il termine “resilienza” indica proprio la capacità di affrontare e di resistere agli urti e alle avversità della vita, uscendone rafforzati. Per comprendere il concetto di resilienza viene spesso utilizzata la metafora dell’ostrica. Un’ostrica reagisce all’entrata di impurità, come un granello di sabbia, producendo la perla. Quando infatti un elemento estraneo penetra nell’ostrica creando un’azione di forte disturbo, il mollusco per proteggersi inizia a secernere una sostanza madreperlacea che isola, strato su strato, questo corpo estraneo. La perla è dunque il risultato di una ferita cicatrizzata.Nel linguaggio ordinario, l’assenza non è il vuoto, e non è neanche la mancanza, anche se con questi due concetti è strettamente imparentata.

Se cerchiamo la sua definizione su un dizionario, troviamo che per assenza si intende esser lontani da un luogo dove si dovrebbe essere o si è abitualmente, e che il suo contrario è presenza .Stando a questa definizione, l’assenza ci rimanda dunque a un antefatto, cioè a qualcuno, o a qualcosa, che è stato in un luogo dove ora non è più: l’assenza è propriamente la condizione che resta là dove egli, o esso, non è più. E dunque, se passiamo a esaminare l’area semantica e il valore più specificamente psichico dell’assenza, troviamo che questi si connotano intorno alle conseguenze della perdita, alla complessità della sua evoluzione, alla difficoltà a fare i conti con i suoi resti. “Colpito dalla natura astratta dell’assenza; e tuttavia è bruciante, lacerante.Il che mi fa capire meglio l’astrazione: è assenzae dolore, dolore dell’assenza – forse dunque amore?” Roland Barthes. – Di un padre.

Gigino Adriano Pellegrini

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