GLI SMEMORATI

Beaumont sur Mer-

Un sito storico o sito del patrimonio è un luogo ufficiale in cui si trovano reperti politici, militari, culturali o sociali e dovrebbero essere conservati grazie al loro valore sociale e storico. I siti storici sono generalmente protetti dalla legge e molti hanno ottenuto il riconoscimento ufficiale di status storico. Un sito storico può essere qualsiasi edificio, paesaggio, luogo o struttura di importanza locale, regionale, nazionale o globale.

La tutela del patrimonio storico dipende dalla legislazione degli enti locali. In alcuni casi, un’autorità nazionale è responsabile della gestione di tutti i siti classificati, mentre in altri la competenza è affidata a enti regionali.Molti siti storici possono ancora essere utilizzati dai loro proprietari (ad esempio, abitazioni, alberghi, musei), anche se soggetti alle condizioni imposte dall’ente di tutela. Spesso, tali condizioni sono parte integrante del contratto di acquisto o di locazione e il loro rispetto è essenziale per poter conservare la proprietà. Una di queste condizioni può essere rappresentata da visite di controllo periodiche da parte dell’ente preposto alla tutela. In altri casi, quando si tratta di proprietà private in possesso di un individuo prima della loro classificazione, i compiti di conservazione e restauro, o quantomeno il loro finanziamento, spettano alle autorità pubbliche e agli enti di tutela.

Nella quasi totalità dei casi, sono severamente vietati interventi di ristrutturazione e ammodernamento (sia interni che esterni) che non rientrino nel restauro e nel recupero degli elementi storici.Musei nelle case sono comuni, essendo state le dimore di personaggi famosi (artisti, pionieri, soldati, politici, imprenditori, ecc.) che hanno esercitato una grande influenza sulla storia e sul folklore locale, nazionale o internazionale. I siti storici sono fondamentali per la società umana. Sono un punto di riferimento per l’identità culturale, alimentano le economie locali attraverso il turismo e fungono da strumenti educativi tangibili che ci connettono al passato. Preservare questi resti garantisce che le storie e le conquiste delle generazioni precedenti non vadano mai perdute.I siti storici offrono un legame fisico con i nostri antenati, aiutando le comunità a preservare un senso unico di appartenenza e di patrimonio culturale.

I monumenti condivisi uniscono le persone, promuovendo l’orgoglio civico e un senso di appartenenza collettiva.Purtroppo, hanno rubato il futuro ai Meridionali d’Italia. Li hanno lasciati senza terra, senza sole, senza mare, senza lavoro, senza più dignità… in un mucchio di spazzatura radioattiva e non, senza via di scampo.

Anche stavolta la Regione più povera del nostro Paese si è confermata essere la Calabria con un pil pro capite che nell’anno passato si è fermato a meno di 16mila euro. Al Sud le famiglie in povertà assoluta sono cresciute oltre di due volte e mezzo, passando da 443mila a 1 milione e 14mila, cioè il 40% in più solo nell’ultimo anno. Senza futuro perché prevale l’egoismo di chi ha una posizione dominante e non è disponibile a dare spazio alle nuove generazioni e ai meno abbienti. Una generazione costretta nell’angolo del ring della vita, condannata ad entrare nel mondo del lavoro da precario ed in età inoltrata. Questo atteggiamento sconsiderato è figlio di una generale immoralità pubblica e privata, di cui abbiamo sensazione ogni volta che leggiamo i giornali o ascoltiamo un telegiornale. Alcuni meridionali cominciano a rendersi conto di questo fallimento, cominciano a capire che il loro futuro non può essere delegato a governanti che parlano una lingua a loro sconosciuta. Sono i numeri di un tracollo senza appello a cui si continuano a contrapporre le solite politiche sterili e fini a se stesse che hanno ormai condannato allo spopolamento una delle aree più gloriose del nostro Paese come la Calabria che ultimamente ha subito un’invasione di alcuni gasteropodi terrestri( forma di mollusco provvisto in genere di una conchiglia dorsale avvolta a spira da cui fuoriescono il piede per la locomozione e il capo con occhi tentacolati si cibano praticando fori nei fragili muri delle loro povere case, fori attraverso cui succhiano la carne delle loro vittime).

Le azioni portate a termine dai predoni sono così quotidiane che a volte sembrano quasi normali, mentre le vittime stanno zitte e soffrono in silenzio. Attraverso un processo di violenza morale e psicologica continua, si può infatti arrivare a fare a pezzi un’altra persona. Questo processo tumorale, creatosi negli ultimi decenni, ha avuto una forte accelerazione con l’avvento al potere di “partiti” che perseguono esclusivamente i biechi interessi di una minoranza, a scapito della maggioranza dei cittadini. L’abbandono della propria storia e del proprio costume rappresenta la perdita dell’identità collettiva. È un processo sociologico noto come deculturazione, in cui una comunità dimentica le proprie radici, tradizioni e usanze. Spesso causato dalla globalizzazione e dall’omologazione culturale, porta all’alienazione e allo sradicamento sociale degli individui.

Gigino Adriano Pellegrini

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