Punture di spillo
Il “dopo referendum” registra nelle coalizioni che si sono scontrate una Premier di nuovo in palla che sembra aver bene assorbito la sconfitta e un centrosinistra ancora alla ricerca di una leadership e di un programma.
“Contro i giudici”, per dirla con la Destra, si è votato il 22 e 23 marzo e nel cosiddetto “Campo Largo”, dopo aver vinto, la preoccupazione principale sembra ora quella di definirne i confini: Chi ne farà parte e chi no. E nell’attesa lo schieramento “si restringe”. Non si sa perché! L’impressione è che qualcuno, Conte, non condivida la tesi della segretaria del PD “testardamente unitaria” con dentro tutti, dando per “non scontata”, per esempio, la presenza di Matteo Renzi e spiegando che “c’è un problema di affidabilità”.
Preoccupazione legittima se navighi intorno al 60 per cento. Solo che le elezioni del prossimo anno si vinceranno sul filo di lana e tutti saranno necessari, soprattutto con una Destra che sta studiando una riforma elettorale “a suo uso e consumo” ed ha un Vannacci sulla porta.Ed allora il “campo Largo” che fa? Non avendo deciso ancora nulla, prende tempo e s’incontra a tavola con ben tre mesi di ritardo ma con una “pericolosa” novità: si tengono fuori, per ora, pezzi della futura “Alternativa Democratica” a Giorgia Meloni!Schlein – che comunque resta unitaria – ci ha messo del suo straparlando di patrimoniale, che si porterà dietro fino alle elezioni, mentre Conte intende fare l’esame del sangue a chi ne farà parte. Ma i conti, l’avvocato di Vulturara Appula, li sa fare? Sa, Conte, che divisi non si vincerà e soprattutto non si riuscirà a governare?E sa, il Presidente dei Cinque Stelle, che il nuovo Parlamento eleggerà il futuro Presidente della Repubblica? Dopo aver regalato – complice Enrico Letta – un’intera legislatura ai “nipotini” di Giorgio Almirante, si vuole mandare al Quirinale la Meloni con tutta la sua famiglia e la segretaria Scurti, moglie dello storico caposcorta?Quindi – nel giorno in cui si gettano le basi dello “stare insieme” – la futura Alternativa Democratica (lasciamo stare i campi) lo fa a ranghi ridotti. E gli altri dove stavano? Chi li ha tenuti fuori e perché? E sul programma avranno voce in capitolo o dovranno accettare la “pappa” che quattro illustri signori avranno preparato?Se questo è il buongiorno, speriamo che Vannacci spacchi la Destra. Diversamente, con questa opposizione, Giorgia vincerà per la secondo volta le elezioni e, tra Colle e Palazzo Chigi, stravolgerà la nostra Costituzione.Sarà troppo tardi perché gli “anti Meloni” si accorgano di aver fatto l’ennesima coglionata dopo quella del 2022 quando – “divisi” – consegnarono il Paese ad una post missina del Colle Oppio che dal Palazzo del governo non intende schiodare ma restarvi per un’altra legislatura e, se dice bene, beccarsi anche il Quirinale! Della serie “tengo famiglia”…
PdA