A MIA FIGLIA

Beaumont sur Me

Non sono la carne e il sangue, ma è il cuore a rendermi padre.

Trovo il bene tra padre e figlia uno dei legami più complessi ed inesplorati nella storia umana. Spazia dall’affetto incondizionato alla ribellione, fungendo spesso da metafora per il passaggio dall’autorità patriarcale all’emancipazione femminile, fino a diventare, non è di questo che voglio parlare, il fulcro di tragedie indimenticabili.

mi”La strada” (The Road) di Cormac McCarthy è universalmente considerato un capolavoro straziante e poetico. Vincitore del Premio Pulitzer nel 2007, il romanzo narra il viaggio disperato di un padre e del figlio attraverso un’America post-apocalittica e inospitale, esplorando l’amore incondizionato e la speranza in un mondo ormai privo di futuro. Molti lettori, ed io fra questi, concordano sulla potenza devastante del libro.

Molti ammettono di aver pianto durante la lettura, sopraffatti dall’atmosfera di disperazione e dalla dolcezza del rapporto tra padre e figlio. Spesso il libro viene definito come “indimenticabile” ma emotivamente così pesante da non poter essere riletto.Amo molto la scrittura di McCarthy, oltre a “Non è un paese per vecchi” ma, inspiegabilmente, non avevo ancora letto quello che è considerato il suo capolavoro: “La strada”. In onore della sua recente scomparsa, l’ho finalmente letto e devo dire che i giudizi della critica, mai come in questo caso, mi trovano perfettamente concorde.L’oceano come spartiacque, punto di arrivo per il padre, l’inizio di una nuova vita per il ragazzo metaforicamente il fuoco da cui può risorgere la vita (“Perché noi portiamo il fuoco, vero papà?”). Un passaggio di consegne tra un genitore che rappresenta il vecchio mondo spazzato via da un’apocalisse (nucleare?) e il nuovo mondo che il ragazzo può e deve rappresentare.

Un monito a non arrendersi mai, un insegnamento a resistere alle avversità, anche a quelle più drammatiche che travalicano ogni immaginazione, un invito alla speranza che un padre trasmette al figlio in un viaggio verso il mare oltre il quale, forse, c’è ancora vita. E l’itinerario per raggiungerlo è “La strada”, da non abbandonare mai. Ci potranno essere deviazioni, imprevisti, rallentamenti ma “La strada” è l’unica certezza per raggiungere l’obiettivo in un mondo che di certezze non ne ha più spazzato via da un evento che ha annientato l’intera umanità: uomini e donne, animali, natura. In una terra popolata solo da morte e distruzione, in cui i pochi sopravvissuti si aggirano come alieni trasformandosi anche in cannibali pur di sopravvivere, padre e figlio si muovono alla disperata ricerca di un orizzonte di vita.Staccarsi da una figlia, che sia per andare all’università, per iniziare un nuovo capitolo della sua vita o per intraprendere un percorso personale, è un momento profondo e carico di emozioni. Trovo assolutamente normale provare un travolgente senso di tristezza misto a orgoglio.

Affrontare questa transizione implica comprendere il dolore e trovare modi sani per adattarsi a questa nuova fase della vita. Simbolo di un attaccamento sicuro: Il dolore che provo è, per molti versi, la prova che ho svolto abbastanza bene il mio compito. Gli psicologi sottolineano che una sana dinamica genitore-figlio fornisce una “base sicura”, dandole la fiducia necessaria per affrontare il mondo. Malgrado ciò fa così male.Alcune brevi letture mi hanno alla scoperta della “sindrome del nido vuoto” causa del dolore che molti genitori provano quando i figli lasciano la casa. Questa condizione è in genere più comune nelle donne, non in questo caso. A differenza del dolore provato (ad esempio) per la morte di una persona cara, il dolore della sindrome del nido vuoto spesso non viene riconosciuto, perché l’uscita di un figlio adulto dalla casa dei genitori è vista come un evento normale e salutare.

I genitori turbati possono trovare poche fonti di sostegno o comprensione. In molti casi, la sindrome del nido vuoto è aggravata da altri eventi difficili della vita o da cambiamenti significativi che si verificano nello stesso periodo, come il pensionamento o la menopausa.Ho letto ciò che grandi esperti di salute mentale avevano da dire su questo periodo della vita e sottolineavano che, sebbene il cambiamento iniziale sia doloroso, di solito si attenua nel tempo man mano che i genitori si sarebbero adattati e cercando nuove fonti di significato. Esplorare attività comunitarie, fare volontariato o avviare progetti personali può aiutare a reindirizzare quell’energia materna o paterna verso nuove strade appaganti.La sindrome del nido vuoto può colpire entrambi i genitori, ma i padri sembrano essere più vulnerabili. La sindrome del nido vuoto comprende i sentimenti di tristezza, perdita e incertezza che molti genitori provano quando i figli lasciano casa per la prima volta. Per anni, crescere i figli crea un senso di struttura e significato nella vita quotidiana. Quando queste responsabilità cambiano, i genitori possono sentirsi disorientati, soli o meno necessari. Mentre alcune mamme e alcuni papà provano un senso di libertà, altri possono trovarsi a fronteggiare dolore, ansia e persino depressione. Entrambe le reazioni sono risposte perfettamente normali a un cambiamento di vita così significativo.Sebbene spesso venga minimizzata, la sindrome del nido vuoto può avere un impatto profondo sulla salute mentale e sulle dinamiche familiari. Riconoscere i primi segnali facilita l’adattamento e permette di affrontare al meglio questa transizione.

Gigino Adriano Pellegrini

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