Inaugurata il 16 aprile scorso sarà visibile fino al 9 settembre 2026 la mostra “Quasi un paradiso. Fotografia dell’era coloniale nell’arte contemporanea” , a cura di Nanina Guyer, al Museo Rietberg, istituito nel 1952 nella storica Villa Wesendonck, nel centro Zurigo e ampliato nel 1976 grazie al “salvataggio” di Villa Schönberg che rischiava di essere demolita. Immerso nel parco di cui porta il nome, il Museo ospita una straordinaria collezione di arte extraeuropea, proveniente da tutto il mondo. Ricordiamo che l’intera tenuta sulla sponda occidentale dl lago di Zurigo fu acquistata, nel 1871, da un influente industriale tessile di Winterthur, Adolf Rieter.Frequentato da centinaia di migliaia di visitatori l’anno, il Rietberg Museum è la cornice perfetta per la mostra di cui stiamo parlando.
L’esposizione accoglie venti artisti internazionali internazionale – provenienti , o appartenenti alle diaspore di Africa, Americhe, Asia, Australia e Oceania- chiamati a confrontarsi con l’eredità visiva emblema del periodo coloniale e con le storie, nascoste, riportate nelle fotografie storiche, sopravvissute al tempo. Composte da fotografie, tessuti, film e sculture, le loro opere espandono i confini del medium fotografico e intrecciano domande legate alla propria identità e alle memorie collettive. Le loro opere – poetiche, critiche, visionarie – indagano come tali immagini definiscano identità, storia, senso di appartenenza e come possano essere reinterpretate. Ciò che le accomuna è un atteggiamento di speranza che trascende i contesti storici specifici e può toccare ciascuno di noi.
Vogliamo citare uno ad uno gli artisti partecipanti: Sammy Baloji , Raphaël Barontini, Mary Enoch, Elizabeth Baxter, Daniel Boyd, Andrea Chung, Omar Victor Diop, Sasha Huber, Yuki Kihara, Cédric Kouamé, Dinh Q., L Dimakatso Mathopa, Tuli Mekondjo, Tshepiso Moropa, Aline Motta, Frida Orupabo, Rosana Paulino, David Shongo, Lee Shulman.
Il titolo dato alla rassegna riprende una citazione della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie- vincitrice del “Commonwealth Writers’Prize” con l’opera prima “L’ibisco viola” e del Premio Internazionale Nonino “Metà del sole giallo” – che rammenta come le storie corali ci permettano di ritrovare una sorta di paradiso. Inoltre, all’interno del Museo è custodita una vasta collezione di fotografie scattate in Africa e in Asia tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, incluse quelle cui gli artisti hanno attinto per le loro creazioni.Infine, un film presenta le domande sollevate, le prospettive aperte e le interpretazioni offerte da questa collezione e i momenti chiave di un workshop tenutosi presso il Museum Rietberg alla fine di marzo 2025, durante il quale artisti, ricercatori e curatori hanno studiato e lavorato insieme sulla collezione fotografica del museo.Un’esperienza insolita che travalica i luoghi comuni e, anche solo per questo val bene un viaggio.
P. St.
Info: Museum Rietberg, Gablerstrasse 15, 8002 Zurigo Tel: +41 44 415 31 31 – rietberg.ch