Beaumont sur Mer
Qualche decennio fa ho avuto la fortuna di ascoltare un grande intellettuale americano: Noam Chomsky. All’epoca lo trovavo lucido e convincente. A distanza di quasi mezzo secolo me lo sono ritrovato come allora. Ecco come oggi Chomsky definisce il presidente degli USA: “Trump è il peggior criminale della storia, senza dubbio. Non c’è mai stata una figura nella storia politica che si sia dedicata con tanta passione a distruggere i progetti per la vita umana organizzata sulla terra nel prossimo futuro. Non è un’esagerazione. Le persone ora sono concentrate sulle proteste; la pandemia è stata abbastanza seria da farci uscire da questo periodo pagando un prezzo terribile. Il prezzo è enormemente amplificato da quel gangster che sta alla Casa Bianca, che ha ucciso decine di migliaia di Americani, rendendo questa nazione il posto peggiore del mondo.
Siamo usciti dalla pandemia ma non riusciremo a uscire da un altro crimine commesso da Trump. Il peggio sta per arrivare – e noi non riusciremo a cavarcela.” Ci sono due parole nella lingua italiana che mi provocano l’orticaria. Una vorrei poterla eliminare completamente dal dizionario, la seconda vorrei tanto che fosse usata da tutti gli italiani. La prima è “menefreghismo e la seconda è l’auto-ironia. Inizio nel dire che sono italiano e vengo dalla Magna-Grecia. Nato da genitori italiani, cresciuto in Italia fino all’età di 18 anni, con radici e tradizioni italiane ben radicate. Dopo aver vissuto a lungo in Nordamerica prevalentemente in Canada. Sono tornato in Italia da oltre 30 anni. Quindi penso che questo mi dia il diritto di esprimere la mia opinione (forse non troppo imparziale) dall’interno della barricata! Volevo togliermi questo peso da un po’ e ora è il momento di farlo!Innanzitutto, inizio con il Menefreghismo: Google lo indica semplicemente come Indifferenza, ma è molto più profondo. Il Menefreghismo è un atteggiamento profondamente radicato nello stile di vita italiano ed è più di una semplice indifferenza: è la mancanza di interesse per le cose che vanno in un modo o nell’altro, è la convinzione che le cose non possano essere cambiate e non cambieranno mai, è il modo in cui gli italiani vivono la loro vita quotidiana. La parola deriva da una frase: Me ne frego. Su di una saracinesca, nel mio paese natio ho letto: Mangio, bevo e me ne fotto”.
È un atteggiamento verso la vita, è il modo in cui le cose vengono gestite dai governanti e negli uffici statali. È il modo in cui la sanità e la polizia gestiscono le loro attività. Me ne frego finché non succede qualcosa di veramente brutto! Poi, prenderemo delle misure per insabbiare la situazione e tenere la gente in silenzio. Questo atteggiamento non ha né destra né sinistra, non ha colore politico o credo religioso. È il modo in cui la maggior parte degli italiani va avanti con i propri affari ogni giorno. Non tutti.
Alcuni italiani ci tengono e fanno molto per dimostrarlo, ma si scontrano sempre con la grande maggioranza di persone che se ne frega. Purtroppo io sono uno di quelli a cui importa e che, negli ultimi anni, ha cercato di cambiare le cose, di dimostrare che le cose non sono scolpite nella pietra. La parola cambiamento è un grande NO in Italia. Così, dopo aver provato e riprovato, ho rinunciato, mi sono isolato, ho perso molti di quelli con cui ho lottato perché erano amici. Cambiare le cose richiede duro lavoro e loro non erano disponibili a farlo. Molto più facile continuare a lasciar perdere come hanno sempre fatto, anche se hanno ovviamente torto. Non ho ancora incontrato un italiano che accetti la critica e la usi in modo positivo per cambiare qualcosa che probabilmente ha bisogno di essere cambiato. La gente nel mondo sa che abbiamo buon cibo, abbiamo bravi stilisti e più monumenti di chiunque altro, non è questo che la gente sta contestando.
Gli italiani sono composti: un terzo di delinquenti, un terzo di ignavi e un terzo di eroi. Non penso che la maggior parte degli altri paesi del mondo abbiano un numero così elevato di eroi. Ma probabilmente neppure due terzi di delinquenti e ignavi. Tra gli ignavi vi sono i vigliacchi. Che, assieme ai traditori, sono sempre state per me le peggiori categorie umane.Peggiori dei peggiori delinquenti. Che per ragioni professionali ho avuto modo di frequentare e conoscere.
Nella Divina Commedia (Inferno, Canto III), Dante colloca gli ignavi nell’ antinferno, disprezzandoli come anime che non scelsero né il bene né il male, vivendo senza infamia e senza lode. Puniti per contrappasso, corrono eternamente dietro un’insegna, trafitti da mosconi e vermi. Virgilio intima a Dante: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Oggi questa frase è diventata infelice. “Lor” sono diventati la maggioranza e ci stanno portando alla terza guerra mondiale.
Gigino Adriano Pellegrini