Cieca obbedienza a Trump ma isolamento nel mondo.

Punture di spillo 9/26

I “ponti” al governo italiano non portano bene. Lo sa Matteo Salvini che ci sta combattendo da quando è diventato ministro. Se ne sta accorgendo Giorgia Meloni che con il suo “amico” Trump sta inanellando figuracce su figuracce.

Vogliamo ricordare le offese al contingente italiano in Afghanistan e, da ultimo, l’averci tagliato fuori, contrariamente ad alcuni altri paesi europei, dalla decisione di entrare in guerra con l’Iran?

Il problema è che la Premier sembra non conoscere la differenza tra lealtà e, come dice Romano Prodi, obbedienza cieca e servile. La prima impone reciproco rispetto, il secondo autorizza un cafone arricchito a trattarla da “scendiletto”. Se questo atteggiamento “padronale” riguardasse solo la post-fascistella (perché lo è) di Colle Oppio poco importa. Purtroppo ci trascina tutti nella melma e ci isola dal resto dell’Europa.

Fortuna che la ragazzotta della Garbatella ci ha ammorbato per anni dicendoci di voler essere un “ponte” con gli USA e che aveva riposizionato l’Italia al centro dello scacchiere internazionale! Prima di lei un presidente della statura di Mario Draghi… Da noi si dice che “se la canta e se la sona”!

Con la Destra – per la prima volta al governo del Paese – si sta verificando quello che era avvenuto quando, nel 2018, il Movimento grillino ha riempito di “scappati di casa” un Parlamento che dicevano avrebbero aperto come una scatoletta di tonno. I Donzelli, i Bignami, le Santanchè, i Giuli, sono davvero imbarazzanti. E la Premier non li fa sfigurare. In un momento delicato come l’attuale un Presidente del Consiglio all’altezza della situazione ci mette la faccia e va in Parlamento a spiegare quello che sta avvenendo e qual è la posizione dell’Italia. Meloni invece “scappa”, con il risultato di isolarci e renderci irrilevanti. Negli anni della Prima Repubblica i leader “veri”, di maggioranza e di opposizione se si escludono i missini, non si sono mai sottratti. Altrimenti non saremmo usciti indenni dalle stragi fasciste e dalla stagione del terrorismo. Ma è avvenuto anche in questa cosiddetta Seconda Repubblica con il Covid quando Giuseppe Conte, allora premier, comunicava al Paese quasi tutti i giorni gli sviluppi della pandemia e le decisioni del governo.

Oggi, con una guerra che infiamma il Medio Oriente e rischia di estendersi ulteriormente, ci troviamo in una situazione analoga con la Presidente e i Ministri… “allo sbando”. Abbiamo avuto Guido Crosetto – uno dei in migliori, e in terra caecorum è tutto dire – trovarsi in un teatro di guerra a sua insaputa e il Ministro degli Esteri balbettare sul suo collega. Come si è detto: Ininfluenti e isolati! Una considerazione finale: e se – invece di Giuseppe Conte – avessimo avuto per nostra sventura Giorgia Meloni a gestire il Covid???

PdA

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