Beaumont sur Mer –
Oggi, voglio dedicare poche righe al luogo che mi ha dato i natali.Amantea, penso sia l’unico paese a non avere nessuna tabella di “benvenuto” in nessuna delle strade che introducono alla cittadina. Nessunissima illuminazione, neanche un alberello; e per finire, un degrado e una sporcizia che neanche a Soweto (Sud africa) ho riscontrato. Ieri mattina all’alba, un lavoratore di 46 anni originario del Bangladesh, è morto in località Coreca, dopo essere stato investito da un furgoncino mentre percorreva in bici la Statale 18 Tirrena Inferiore. Una Statale senza neanche lo spazio di una corsia ciclabile degna di tale nome!
A chi li fa lavorare non gli è venuto mai in mente di procurare loro un pulmino per prenderli e portarli sui campi di cipolle, dove questa povera gente viene sfruttata al minimo del salario di cui tutti i calabresi dovrebbero vergognarsi. Ma di fatto ciò non è che l’altra faccia della medaglia di un sistema che per continuare a (soprav)vivere, ha bisogno di reggersi sullo sfruttamento della manodopera, vale a dire tutti quegli operatori del settore turistico che, trattati alla stregua di servi della gleba, attraverso turni massacranti, salari da fame e tutele assenti mandano avanti un settore che, giova sempre ricordarlo, viene affrontato in maniera inesorabile da padroncini che operano fuori da ogni logica e da ogni analisi comparata e pretendono non solo di essere gli unici a non risentire della crisi generale, ma anche di poter realizzare in una manciata di settimane i guadagni necessari per un anno intero, ovviamente rivalendosi sui propri dipendenti.L’integrazione per questa povera gente è semplicemente una utopia. L’integrazione a partire dalle piccole cose. L’integrazione tra persone diverse (per età, per condizioni sociali e culturali, per interessi e curiosità…) era l’obiettivo che si poneva come naturale quando ci si riferiva ad un “bene comune” come dovrebbe essere la “Casa della culture” per realizzare una molteplicità di scopi, associazioni di volontariato e cooperative.
Tutte organizzazioni che dovrebbero favorire la coesione sociale e contrastare l’emarginazione e il disagio. Si caratterizzano anche per il forte impegno in ambito culturale, con attività volte alla promozione dei diritti umani, della legalità e dello sviluppo di comunità locali, di cui ormai da decenni fanno parte le varie etnie.Queste organizzazioni, all’interno della Casa di Cultura, dovrebbero operare con servizi concreti di accoglienza e sostegno materiale per le fasce più deboli della popolazione. Sono enti, solidali, partecipative e responsabili ed ognuna porta con sé parte della propria struttura organizzativa e delle proprie competenze ed esperienze.A tutto questo devo aggiungere l’essermi distratto per non aver riconosciuto in illo tempore, la caratteristica un po’ alla Dionisio, tiranno di Siracusa, ed anche un po’ di Abd el Karim, pirata saraceno. Altezza media, possente, i capelli neri ondulati, non crespi, il naso forte, gli occhi vivi, sempre capaci di accendersi d’ una luce non proprio bonaria, i baffetti sottili a proteggere una bocca larga e sensuale, tracciata di netto sopra un mento quadrato e volitivo. Il nostro personaggio era ed è certo di esser nato per comandare, lo distingui sicuro protagonista quando ormai ti sei sbilanciato in un giudizio fin troppo perentorio: ho scritto infatti di lui che è un “KONDUCATOR”.
In sogno mi sono rivolto al lui chiedendogli, rispettosamente, di porre fine, rassegnando le dimissioni, a questo ciclo amministrativo inconcludente e disastroso per le sorti già avvilite della città. Come lui ben sa, i cittadini di Amantea stanno pagando sulla propria pelle la ormai farsesca vicenda di un’amministrazione che, perdendo i propri pezzi strada facendo, non è riuscita a fare nulla di buono e di utile.
Gigino Adriano Pellegrini