ATREJU: E VENNE UN UOMO DI NOME PANNELLA

Ulderico Piernoli su FB scrive:

“Si è conclusa Atreju, la manifestazione dì Fratelli D’Italia. Un successo che sta facendo impazzire l’opposizione. Un successo che arriva da lontano. Da un uomo che ha contribuito a cambiare l’Italia. Lo ricorda così Damiano Aliprandi e condivido il suo pensiero. “Atreju è diventata negli ultimi anni una grande piazza politica. Sul palco salgono esponenti di mondi diversi, si discute, ci si confronta, ci si espone. Una normalità che viene raccontata come segno di maturità democratica. Giorgia Meloni può oggi dire con orgoglio che “qui tutte le idee hanno cittadinanza, qui Nietzsche e Marx si danno la mano”. Tutti presenti, tutti legittimati a dibattere.Ma chi ha aperto questa strada? La Storia è importante perché quello che siamo oggi e frutto di chi ha seminato controcorrente ieri. E forse andrebbe ricordato.Il 20 febbraio 1982, quando nessuno osava farlo, Marco Pannella si presentò al Congresso del MSI all’Hotel Ergife di Roma. Era l’epoca della “conventio ad excludendum”, quando la destra era fuori dall’arco costituzionale, ghettizzata, considerata illegittima. Almirante aveva invitato tutti i partiti: rispose solo Pannella. Il suo intervento fu rivoluzionario. Parlò contro la ghettizzazione, distinse tra “fascismo movimento” e “fascismo regime”, insegnò ai giovani missini la disobbedienza civile nonviolenta. Trasformò il “picchiatore” in “militante”. Creò un clima culturale che rese possibile ciò che oggi diamo per scontato.Oggi ad Atreju festeggiano tutti. Perché la normalizzazione democratica di cui beneficia la destra italiana iniziò proprio in quel freddo giorno del 1982, quando un uomo solo ebbe il coraggio di rompere il tabù più grande della Prima Repubblica. La storia ha la memoria lunga. E chi ha aperto le porte meriterebbe di essere ricordato da chi oggi le attraversa con naturalezza.”

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