Giorgia Meloni, nel raccontare da tre anni la favola di un’Italia rimessa in piedi dalla Destra, ricorda la commedia di Eduardo (Miseria e Nobiltà) dove un bambino (Peppiniello) ripete a tutti che “Vincenzo m’è padre” per nascondere una realtà diversa: Vincenzo non gli è padre!
Anche ad Atreju, chiudendo l’annuale kermesse dei postfascisti arrivati al governo, la Premier non ha cambiato copione ma, tra le tante cose non vere, ne ha aggiunta una recentissima: che Elly Schlein fosse “scappata dal confronto” e non è vero! L’orologio e il calendario le danno torto. Sarà stucchevole ma è importante verificarlo. Nel mettere a punto l’evento Meloni, convinta di una risposta negativa, aveva invitato come l’anno scorso la Schelin che, spiazzandola, ha accettato ma a condizione che il confronto avvenisse con la stessa Premier.
Palazzo Chigi e via della Scrofa non se lo aspettavano e sono andati in tilt. Per un intero giorno hanno cercato una soluzione fino a quando, per creare difficoltà alla segretaria del PD, hanno esteso l’invito anche a Giuseppe Conte, sperando in un rifiuto della Schlein, che infatti ha rinunciato. Quindi, non è stata la segretaria del PD a “scappare” ma – orologio e calendario alla mano – proprio la Meloni che non aveva alcun interesse a perdere la faccia in diretta, e proprio a casa sua.E infatti, davanti ad un pubblico di “devoti”, la Presidente del Consiglio ha potuto ripetere – come Peppiniello nella commedia di Eduardo – che tutto va bene. Neppure una parola sulla più grande scalata bancaria italiana favorita in tutti i modi dal suo governo, silenzio sui salari più bassi d’Europa, sulle tasse che sono aumentate, su malati costretti a scegliere tra mangiare e curarsi, sulla vita nei mercati rionali, che una volta frequentava, dove il prezzo di zucchine e piselli è salito alle stelle. Un discorso di orgoglio per i “risultati” ottenuti da quando è arrivata a Palazzo Chigi ma venato da un misto di vittimismo eccessivo e di rabbia e livore contro l’Opposizione, ben conscia che anche per lei questa “pacchia” potrebbe presto finire.Ancora una volta Meloni ha dimostrato di poter tenere la scena ma solo in assenza di contradditorio e con il pubblico… plaudente. Ecco perché ha fatto di tutto, dopo averla provocata, per scongiurare il confronto con la segretaria del PD. Ed è il motivo per cui sistematicamente evita le domande dei giornalisti, consapevole dei suoi limiti anche culturali. Nessun problema con quelli – e sono molti – già “arruolati”, insopportabili quelli a schiena dritta, pochi ma pericolosi.Da Atreju emerge l’impressione che la Ducetta voglia chiudere la legislatura in anticipo per puntare, prima che sia troppo tardi, alla sua riconferma: Troppi i problemi ancora aperti e le incognite sulla tenuta degli alleati: Salvini ma anche Forza Italia tornata nell’interesse della Famiglia Berlusconi.Il desiderio di continuare ci sarebbe, ma alle sue condizioni: Una donna sola al comando con dietro sempre la sua segretaria che la segue come un ombra, anche per portarle le scarpe di ricambio. Ma il resto della Coalizione e gli elettori che, si troveranno presto con le tasche ancora più vuote, glielo consentiranno?A Palazzo Chigi è arrivata troppo presto e impreparata, con una squadra improvvisata del tutto inadeguata ad affrontare compiti e ruoli istituzionali. Ai Donzelli e ai Bignami, ma anche alla Premier, sarebbe servita un’altra legislatura di rodaggio all’opposizione. Evidentemente Enrico Letta le ha rotto le uova nel paniere, costringendola a maturare troppo in fretta!
PdA