REGIONALI: RISULTATI SCONTATI MA “DI PIU’“ SULLO ASTENSIONISMO

Anche in questa tornata elettorale a perdere è la scarsa partecipazione dei cittadini in preoccupante ascesa. Si dirà – come fece il defunto senatore Granelli – che è il segno di un Paese che si “modernizza”. Altri osserveranno che nelle tre regioni (Veneto, Campania e Puglia) dove si votava il risultato era ampiamente scontato. E qualcuno addebiterà la scarsa affluenza alle urne alla decisione di “spacchettare” la consultazione in mesi diversi-

Ci può stare tutto ma è un fatto che, al di là di chi ha vinto e di chi ha perso, ne escono perdenti tutti i partiti che, elezione dopo elezione, si stanno assuefacendo a questa sconfitta della democrazia, scoprendo il vantaggio di non contrastare questo andazzo: graduale scomparsa del voto di opinione a vantaggio di quello ideologico. Maggioranza e Opposizioni preferiscono non misurarsi su roboanti programmi da sottoporre all’elettorato, che sanno non verranno rispettati, ma limitarsi a portare alle urne i rispettivi schieramenti rigorosamente inquadrati.

E’ successo in Veneto, è successo in Puglia ed è successo in Campania dove la “mezza scarpa” di Achille Lauro non ha funzionato. Con buona pace di Giorgia Meloni che, pensando ad un ribaltone, un pensierino ci aveva fatto. Nei prossimi giorni vedremo se qualche “manina”, non più interessata, toglierà questa offensiva proposta dal mazzo dei quattrocento emendamenti che andranno al voto del Senato. O se la carta del condono, in una Regione martoriata dall’abusivismo, resterà a disposizione del nuovo Presidente. Di una cosa invece siamo certi: La Ducetta, sotto gli effetti di questa bruciane sconfitta (la Fiamma a Napoli), non tarderà a mettere mano ad una riforma della legge elettorale che possa tagliare le ali al cosiddetto “campo largo” per potersi blindare a Palazzo Chigi in attesa di rivincere le elezioni e spiccare il volo per il Colle.

Ci riuscirà? Dipende! Al Nazareno non c’è più quel “bravo” ragazzo di Enrico Letta che andando “testardamente” al voto del 2022 da solo ha regalato l’arrivo della ragazzotta della Garbatella al governo.

PdA

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