IL PAPA MANDA IN CONFUSIONE SALVINI

“Soccorrere i naufraghi non è ideologia: è il Vangelo. Così come sfamare gli affamati”. Chissà se Matteo Salvini, con tutti i problemi che deve affrontare, ha avuto il tempo di leggere la denuncia del Papa nel ricevere in Vaticano i Movimenti Popolari Internazionali. E se l’ha capita!

A settembre il segretario della Lega lo aveva già incontrato e se quella mezz’ora di dialogo era servita politicamente a Salvini, già allora si chiesero in molti a cosa fosse servita a Prevost che vive da tempo in Italia, conosce la politica del nostro Paese e quindi non può non sapere degli atteggiamenti del segretario leghista nei confronti dei migranti e della strumentalizzazione nei comizi dei simboli religiosi: dal crocefisso, al rosario, alle mani giunte a mo’ di preghiera.

Grande riserbo circondò in Vaticano quella visita anche se il Papa sembra avesse voluto verificare di persona perché il suo Predecessore – che pure aveva incontrato più volte Emma Bonino – non abbia mai voluto ricevere Salvini.

Ovvio che nel discorso di ieri il “Capitano” leghista è marginale e che il riferimento invece non poteva che riguardare la politica anti-immigrati di Trump e di tutti coloro che lo assecondano: negli Usa e nel mondo.

E l’Italia? E’ difficile che ne possa restare disinvoltamente fuori quando, dice il Pontefice, “gli Stati hanno il diritto e il dovere di proteggere i propri confini, ma ciò dovrebbe essere bilanciato dall’obbligo morale di fornire rifugio”. O quando denuncia l’adozione di “misure sempre più disumane – persino politicamente celebrate – per trattare questi ‘indesiderabili’ come spazzatura”.Sicuramente la critica riguarda il Tycoon americano ma è possibile che anche a Meloni e a Salvini siano fischiate le orecchie: Alla Premier, di suo, spesso alle prese con gli otoliti: al vicepresidente del Consiglio che l’11 dicembre saprà se la Cassazione chiuderà definitivamente il Processo di Palermo relativo al caso Open Arms .

E qui ritorna il “vittimismo” della destradestra, l’arma con la quale “rubare” un po’ di consensi. “Diciamo che il processo – lamenta Salvini per i 6 anni chiesti dalla pubblica accusa – non inizia con i segnali migliori” Elementare, direbbe Watson! E’ la conseguenza dell’impugnativa della Procura di Palermo contro l’assoluzione. Ma il “chiagni e fotti” funziona e il segretario della Lega ci si abbandona: “Sarebbe seccante essere il primo segretario di partito, il primo vicepremier accompagnato in carcere”.

Ha avuto effetto nel processo di primo grado, quando il “Capitano lo affrontò inizialmente con una spavalderia che scompariva via via che si avvicinava il giorno della sentenza, per ringalluzzirsi subito dopo l’assoluzione.A dicembre, vedremo… Anche se Salvini dimentica un precedente illustre: La condanna di Bettino Craxi e la sua morte da latitante ad Hammamet in Tunisia.Sicuri che “Cuor di leone” conoscerà le patrie galere? Trump, i “suoi” assalitori di Capitol Hill, li ha graziati. Non lo farà Mattarella ma, una leggina ad personam, della Meloni? In fondo è la Presidente del Consiglio di un Governo che vorrebbe estendere alla Capo di Gabinetto del Ministro Nordio l’immunità…

PdA

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