Il diario di Pietruzzo 120

SICUREZZA: LA “MANNAIA” DEL GOVERNO SUL PARLAMENTO

In principio erano state le Opposizioni a criticare il decreto sicurezza. Ma, si sa, è il loro ruolo. Poi è arrivato l’Ufficio del Massimario della Cassazione, e qualche dubbio comincia a far capolino, non nel Governo tetragono, ma tra il popolo che non è bue. Ora si è aggiunto un nome che, direbbe la pubblicità, è una garanzia: il procuratore Raffaele Cantone. Restiamo in attesa della Corte Costituzionale e vedremo come replicheranno i Salvini, le Meloni ma soprattutto il ministro Carlo Nordio che della materia dovrebbe essere (e sottolineo il condizionale) un tecnico.

Ed invece il Guardasigilli, già “in colpa” per aver liberato il torturatore libico Almashri , si lancia in attacchi alla magistratura, da cui peraltro troppo spesso non ricorda di provenire. Troppi Spritz???? E’ un fatto che la Corte Penale Internazionale abbia smontato punto per punto le “capriole” giuridiche del Ministro per giustificare la liberazione del Libico. Dalla Libia all’Albania. Come risponderà Nordio ai rilievi della Consulta sulla Sicurezza e all’Europa sui centri “italiani” di detenzione in Albania?

MARCHE: DA ACQUAROLI ALLO “STAGNARO” BOCCHINO

Si voterà in autunno o, se passa il “golpe”, in primavera. Ma la “falla” aperta nelle Marche dal meloniano Acquaroli è di tali proporzioni che difficilmente il Bocchino di turno riuscirà a ripararla. Forse potrebbero riuscirci le urne. Ma serve tempo! E qui le contraddizioni della Destra: Votare subito per creare al Nord problemi a Salvini o in primavera per dare allo “stagnaro” Bocchino il tempo di riparare… il buco?

LA LEGA COME IL PCI PER “GARANTIRE” IL SUO TESORIERE

“Duri” sempre, “puri” dipende. Non si contano le critiche dei leghisti al PCI che a metà legislatura sostituiva alcuni propri parlamentari per sostituirli con i primi dei non eletti. Un modo per ”moltiplicare” le tutele legate alla nomina di deputato o senatore, compresa l’immunità. Una “manovra” che oggi il Carroccio fa sua per tutelare il tesoriere Alberto Di Rubba che dovrebbe prendere il posto di Laura Ravetto, candidata dal “puro” Salvini ad Arera, l’autorità che si occupa del mercato dell’energia.

Un’operazione che soddisfa capra e cavoli: Ravetto lascia il Parlamento, dove non è detto che rientrerebbe visti i sondaggi della Lega, e Di Rubba correrà in un collegio per un seggio dove la vittoria della Destra è scontata.

QUANDO BERTINOTTI FECE CADERE PRODI

Se Fausto Bertinotti non avesse seguito il suo “ego” smisurato, forse la storia di questo Paese avrebbe avuto un corso diverso. L’Ulivo, con ogni probabilità, sarebbe arrivato alla fine naturale della legislatura e i due anni di governo Berlusconi sarebbero stati vissuti come un “incidente di percorso” senza alcuna futura conseguenza.E’ difficile che il Cavaliere, che nel 1994 “vinse” sul filo di lana, si sarebbe ripresentato nel 2001 con una sua lista ed è facile immaginare che il centrosinistra, sempre con Prodi, avrebbe nuovamente vinto. Certo, ci sarebbe sempre stata l’incognita D’Alema. Ma la politica è fatta di scenari. Uno avrebbe potuto immaginare D’Alema a Palazzo Chigi e Prodi al Colle. Scenari futuribili, è vero. Ma possibili. Si tratta ovviamente di scenari, mentre è un fatto la responsabilità di Bertinotti nella caduta del primo Governo Prodi.

PdA

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