Il diario di Pietruzzo 99

PONTE SULLO STRETTO: IL COLLE FRENA SALVINI

Verrebbe da dire “povera Meloni!” ma anche “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Parliamo del solito Matteo Salvini che accetta il “Bimbominchia” perché copyright di Fratelli d’Italia ma non il “matto del Paese” di Mattia Feltri che ha subito querelato. Decideranno i giudici.

Anche se c’è da chiedersi se il segretario della Lega non sia forse il paziente ideale per… gli studi degli eredi di Basaglia. L’ultima “perla” riguarda la “furbata”, bloccata in tempo dal Quirinale, di derogare alle norme antimafia per realizzare il Ponte sullo Stretto. Al Colle infatti era stato inviato preventivamente il testo del decreto infrastrutture senza un articolo – inserito poco prima del Consiglio dei Ministri – che delegava i controlli antimafia ad una struttura centralizzata presso il Viminale del duo Salvini-Piantedosi, autorizzata a derogare ad alcune norme del codice antimafia e non consentite per le opere strategiche di interesse nazionale come il Ponte.E’ vero che in alcuni casi si è ricorsi a procedure speciali ma lo si è fatto in situazioni emergenziali come terremoti o inondazioni.

Per un’opera come il Ponte, che muoverà enormi flussi di danaro e che per questo desta grande preoccupazione, non ci sono né emergenza né urgenza che giustifichino deroghe. E poi del Ponte si parla da decenni! Preoccupa piuttosto l’insofferenza di Salvini alle regole.

Lo ricordiamo ai tempi del Covid girare senza mascherina e contrario ai vaccini, per le battaglie sul fisco e sulla rottamazione delle cartelle, sui condoni.Quella del Ponte per il segretario della Lega è diventata una fissazione, come la lotta ai migranti quando era Ministro dell’Interno, al punto di dirottarvi 1,7 miliardi, già stanziati per la messa in sicurezza delle strade, dei ponti e dei viadotti. Si tratta di una tagliola che colpisce 120 mila chilometri di strade che collegano il Paese e bisognose di assistenza e riparazioni con un impatto devastante per la messa in sicurezza della rete italiana, con le regioni del nord che sono tra le più colpite.

Le grandi infrastrutture sono certamente importanti, ma non a discapito della sicurezza stradale.Ma Salvini non sente ragioni, vuole passare alla storia come l’Uomo del Ponte, costi quel che costi. Facciamo gli scongiuri!

PdA

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