Beaumont sur Mer-
“E la morte non avrà più dominio.I morti nudi saranno una cosa.Con l’uomo nel vento e la luna d’occidente;Quando le loro ossa saranno spolpate e le ossa pulite scomparse,Ai gomiti e ai piedi avranno stelle;Benchè ammattiscano saranno sani di mente,Benchè spofondino in mare risaliranno a galla,Benchè gli amanti si perdano l’amore sarà salvo;E la morte non avrà più dominio.” Dylan Thomas
Mio zio Franco era, per tutti quelli che lo conoscevano, un uomo decisamente non religioso, che non aveva mai messo piede in una chiesa neanche per seppellire sua madre e che aveva rifiutato la visita di un pastore nei suoi ultimi giorni. Eppure la donna che si prese cura di lui mentre lottava con gli ultimi respiri afferma che parlò con Dio la notte in cui morì.Alcuni ricercatori sostengono che la religione sia nata dalla paura della morte. sembra che ogni anno esca un nuovo libro di successo su scienziati che trovano la fede di fronte alla propria mortalità.
Quando si dice a volte alle persone che gli anziani sono molto meno religiosi dei giovani, di solito non si stupiscono. Sarebbe facile attribuire questi schemi alla capacità unica della religione di dare un senso alla nostra mortalità. Molti presumono che affrontare la morte senza religione renda la vita priva di significato e insopportabile, che solo individui eccezionalmente forti e stoici possano affrontare il vuoto della morte senza un quadro di riferimento religioso. Ma questa è solo una supposizione, perché non abbiamo molti dati a supporto di tali idee. Lo studio dei non credenti si è concentrato principalmente sui giovani, e gli studi sugli anziani hanno teso a ignorare gli atei.
La secolarizzazione sta crescendo anche tra gli anziani, eppure pochi si sono presi la briga di chiedere ai laici anziani come affrontano la morte senza religione.Come affrontano la morte gli atei? Come affrontano la mortalità senza la religione? Ho trascorso gli ultimi mesi a esplorare queste domande, analizzando centinaia di studi e parlando con le persone. Scrutando la letteratura sull’argomento, inizialmente mi è sembrato che la teoria della trincea fosse corretta. Una teoria sociale e culturale che divide le virtù umane in due grandi categorie: dure (hard) e morbide (soft). Secondo questa visione, l’Occidente avrebbe tentato di fondare la società moderna quasi esclusivamente su valori morbidi e liberali dopo la rivoluzione culturale, marginalizzando o demonizzando quelli duri e portando a squilibri culturali o estremismi.La fine della vita è spaventosa perché è un’esperienza nuova; non sappiamo cos’è. Se una persona è malata, morire può comportare dolore fisico e disabilità.
Anche nelle migliori circostanze, potremmo trovarci nell’impossibilità di svolgere attività fisiche basilari che prima davamo per scontate, o dover affrontare la perdita di lucidità mentale. E per la maggior parte delle persone anziane, gli ultimi anni portano con sé la perdita del partner, dei familiari e degli amici che altrimenti le sosterrebbero in questo momento. A tale proposito, la religione può fornire una chiave di lettura per comprendere il nostro dolore o la perdita di una persona cara, ad esempio, se la sofferenza viene vista come redentrice o parte di un piano divino. La religione risponde anche a domande su cosa accade dopo la morte, sia attraverso concezioni complesse e variegate di reincarnazione nel buddismo e nell’induismo, sia attraverso la confortante convinzione che rivedremo i nostri cari in paradiso, come in alcune tradizioni cristiane.La religione fornisce una chiave di lettura per comprendere il nostro dolore o la perdita di una persona cara, ad esempio, se la sofferenza viene vista come redentrice o parte di un piano divino. La religione risponde anche a domande su cosa accade dopo la morte, sia attraverso concezioni complesse e variegate di reincarnazione nel buddismo e nell’induismo, sia attraverso la confortante convinzione che rivedremo i nostri cari in paradiso, come in alcune tradizioni cristiane.Le persone religiose sono facilmente reperibili tramite le organizzazioni a cui appartengono. Non è così per i non credenti. Persino tra coloro che si definiscono atei, la stragrande maggioranza non è affiliata ad alcuna organizzazione atea.
Lo stigma negativo ancora associato all’ateismo in Europa aggrava il problema; la morte è la fine naturale dell’esistenza biologica, priva di un’ulteriore dimensione ultraterrena o di un disegno divino. Senza la promessa di un paradiso o di una rinascita, la visione della fine della vita si concentra sul valore del tempo vissuto e sulla responsabilità verso i propri cari.La fine della vita non è vista come un passaggio a un’altra dimensione, ma come il compimento di un percorso unico.
L’attenzione si sposta sull’intensità e sulla qualità di ciò che si è fatto in vita. il rito funebre laico sostituisce la liturgia religiosa con discorsi, letture, brani musicali e ricordi incentrati esclusivamente sulla biografia, sui valori e sulle passioni del defunto.È indubbio che qui sia in gioco una certa distorsione cognitiva, una sistematica deviazione dalla norma o dalla razionalità nei processi mentali di giudizio. In psicologia indica una tendenza a creare la propria realtà soggettiva, non necessariamente corrispondente alla realtà concreta., sviluppata sulla base dell’interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio.
Ma è anche vero che attribuire un significato alla vita assume particolare rilevanza quando ci avviciniamo alla fine. La morte non è solo la crisi di significato più profonda dell’umanità, ma il confronto con la nostra mortalità innesca anche una valutazione della vita che ci siamo lasciati alle spalle: le esperienze positive e i rimpianti, quale sarà la nostra eredità e se c’è ancora tempo per migliorarla. In altre parole, attribuire un significato in questa fase della vita è un processo che guarda sia al passato che al futuro, tracciando una mappa del passato e del futuro.Gigino Adriano Pellegrini
Ricordando l’amico fraterno Velio Baldassarre.