Beaumont sur Mer
lI senatore e storico romano Tacito scriveva: “Germani fingunt et credunt” Tre parole per esprimere un concetto che in italiano ha bisogno di almeno otto parole. Una frase come “I tedeschi prima si inventano le cose e poi finiscono col credere che siano vere”.
Le norme e le procedure burocratiche sono considerate fondamenta essenziali per il funzionamento della società, il che può rendere difficile trovare compromessi flessibili davanti a imprevisti. Il presidente statunitense di origini tedesche, Donald Trump, ne sa qualcosa.Attribuire determinati tratti della personalità o stili comunicativi alla “genetica” o alla nazionalità degli antenati ricade nel campo degli stereotipi culturali o etnici privi di fondamento clinico.Tuttavia, bisogna dire che Donald Trump è cresciuto sotto la guida di un padre fortemente competitivo e rigido.
Fred Trump trasmise al figlio una filosofia di vita dicotomica incentrata sul concetto che al mondo esistono solo “vincenti” o “perdenti”, incoraggiando una mentalità orientata al successo a ogni costo e alla massima fermezza. A causa di problemi di disciplina durante l’adolescenza, il padre decise di iscrivere il giovane Donald alla New York Military Academy. Questo ambiente rigido, gerarchico e competitivo ha contribuito a consolidare la sua attitudine all’autorità, alla fermezza e al rifiuto del compromesso.Infine, c’è da dire che “Deutsche Pünktlichkeit” (concetto difficile da rendere in italiano, ma traducibile più o meno come “puntigliosità tedesca”) rappresenta la croce e la delizia di quanti abbiano scambi culturali e commerciali coi tedeschi.
La quasi assoluta indisponibilità dei tedeschi pur importantissimi e insostituibili partner del nostro Paese ad ogni compromesso, ancorché ragionevole e vantaggioso per entrambe le parti, il culto sacrale delle regole, la rigidità burocratica costituiscono al tempo stesso un punto di forza, sul quale i tedeschi sono riusciti a costruire un sistema, ma anche una debolezza alla base della loro difficoltà a cavarsi d’impiccio di fronte agli imprevisti, di qualsiasi natura essi siano. Trump rientra in pieno nel quadro, con l’aggravante delle sue problematiche psicologiche come evidenziate dall’attore Robert De Niro: “Quel codardo, quel fottuto pezzo di m***a, Donald Trump, cercherà di toglierci la voce e il potere, cosa gli diremo? Tieni le tue f*****e mani lontane dal nostro voto!”
Ad avvalorare l’immagine del Presidente, riporto ciò che alcuni ricercatori hanno fatto notare che, da quando è stato eletto presidente, Trump ha mentito 30.573 volte.Trump era arrivato a 5mila dopo i primi 601 giorni, con una media di otto dichiarazioni false o fuorvianti al giorno. Ma nei giorni scorsi, in 226, il tycoon ha superato quota 20mila, con una media di quasi 23 menzogne al giorni negli ultimi sette mesi. Glenn Kessler, il fact-checker-in-chief del Post, in un’intervista alla Cnn, ha definito quello tenuto dal tycoon “un ritmo incredibile”.
⁸Negli ultimi sette mesi, “la media è stata di 23 dichiarazioni false o fuorvianti al giorno”.Bernie Sanders ha accusato Donald Trump, di “essere un narcisista patologico, un bugiardo e il simbolo di un potere sempre più concentrato nelle mani dei miliardari.” Secondo il senatore del Vermont, le politiche dell’amministrazione Trump rischiano di aggravare le difficoltà delle famiglie lavoratrici, favorendo i più ricchi e mettendo sotto pressione le istituzioni democratiche. Sanders invita quindi gli americani a impedire ai repubblicani di mantenere il controllo del Senato.
“Essere odiati dagli idioti è il prezzo che si paga per non essere uno di loro” Jean Cocteau.
Gigino Adriano Pellegrini