Un anno fa, il buio dopo la luce

di Giuseppe Careri

Ultima Edizione si stringe con un abbraccio ad uno dei suoi principali collaboratori sin dagli inizi in occasione dell’anniversario della troppo prematura di suo figlio Riccardo e, rinnovando la propria vicinanza a Giuseppe, pubblica la seguente commovente lettera scritta al suo ragazzo

“Nella solitudine, sii per te stesso una folla” – Tibullo

Ciao Riccardo,

E’ trascorso già un anno dal Tuo ultimo viaggio!Dentro di me rivive il tuo sguardo pieno di vita, dove ancora posso leggere come in un libro la tua storia, la tua generosità, il tuo coraggio di reagire alle intemperie come un guerriero vestito da ragazzo vivace, allegro, a volte scontroso, dove nascondevi, al contrario, la tua grande voglia di vivere, il tuo desiderio di viaggiare, ridere con gli amici, scherzare.Spesso abbiamo litigato come fanno a volte anchegli amici, ma sapevamo entrambi che da li a poco ci saremmo riabbracciati.Riccardo mi ha sempre stupito per il suo coraggio, la sua onestà intellettuale, il suo desiderio di vivere, felice come un bambino alla luce del sole.Il destino gli è stato avverso, ma lui lo ha saputo combattere fino in fondo, 49 anni vissuti con coraggio, allegria, dolore e determinazione.

Quando usciva dagli ospedali da una delle tante operazioni di cuoreche ha subito sin dalla tenera età fino all’età adulta,cercava di rassicurarci facendoci un sorriso lieve e dolcissimo.

Ciao Riccardo, figlio mio, con te ho imparato ad amare, a sorridere e a sperare per te un sogno luminoso. In parte lo è stato, purtroppo interrotto troppo presto.Ho sempre ammirato in te il coraggio e la forza di un ragazzo, di un uomo ormai, che ha saputo affrontare prove assai così difficili che solo nei film o nella nostra immaginazione è possibile superare.Preoccupato per la mia salute, spesso mi chiamava al telefono per dirmi: “ciao papa’, mi gridava al telefono: vestiti pesante perché fuori è ancora freddo.”Hai lottato come un leone, insegnando a tutti noi cos’è il coraggio, manifestando uno straordinario amore per il prossimo, una generosità dei sentimenti che altri avrebbero smarrito, o conservato solo per se stessi.

Riccardo non si è mai arreso, aiutato da medici e infermieri straordinari, pieni di affetto ma anche di professionalità; al Bambin Gesù di Roma a soli 7 mesi per la prima operazione, poi al Gemelli, a Bergamo, all’0spedale Brousses di Parigi,infine all’Ospedale Niguarda di Milano dove infermieri e medici, compreso il primario, piansero quando Riccardo si spense.Questa attenzione così amorosa di quanti lo curarono, derivava dalla conoscenza di un ragazzo che nella sua breve e intensa vita aveva manifestato una particolare attenzione per gli amici, a cui riservava la sua dolcezza, la sua amicizia, la lealtà e la capacità di reagire alla malasorte. mi hanno in parte alleviato da un dolore profondo, ma, soprattutto, mi hanno inorgoglito come padre di un ragazzo che ho sempre considerato straordinario.

Ciao Riccardo, Guerriero di papà

Giuseppe Careri

Fonte: Ultima Edizione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *