I DEPOSITARI DELLA VERITA

Beaumont sur Mer-

’La violenza commessa in nome della religione è un tema storico e filosofico complesso che riguarda le tre grandi religioni monoteiste abramitiche (ebraismo, cristianesimo ed islam). Quando una religione si considera l’unico depositario della verità rivelata da Dio, tende a delegittimare chiunque la pensi in modo diverso, vedendo l’eretico o il miscredente non solo come un oppositore, ma come un nemico della volontà divina.

«In che modo una divinità poco coinvolta da questi avvenimenti ci potrebbe coinvolgere?». Questi avvenimenti sono, nel testo, gli atti di violenza, odio e distruzione, quelli di cui si macchiano – con spaventevole premeditazione – i «puri» della religione, quelli di cui abbiamo esperienza tragica attuale, quasi quotidiana, ma che hanno cosparso di vittime la storia richiamandosi a (e infangandolo) il nome di Dio. È davvero una morte, anzi, una uccisione di Dio, perché là dove Dio muore non è per morte naturale, ma provocata. Si tratta sempre di un assassinio.

Voglio sottolineare il filosofo francese Andre’ Glucksmann che ai miei tempi era un maoista; ultimamente e prima di morire nel 2015, il suo credo sull’uccidere in nome di Dio era cambiato e si trova principalmente nel suo libro nel quale è contemplata “ La terza morte di Dio.” Perché l’Europa è ormai un continente ateo e nel resto del mondo invece si uccide per fede (pubblicato in Italia da Fondazione Liberal nel 2004). Glucksmann argomentava: “…è la porzione del pianeta in cui attualmente si celebra la morte di Dio: la terza, per l’esattezza.

La prima morte di Dio è quella narrata nei Vangeli ed avviene sulla Croce. La seconda morte giunge per via filosofica: inaugurata e gestita, sebbene attraverso diverse modalità e dunque differenti traiettorie, da Marx, Nietzsche e dai rispettivi discepoli o epigoni. La terza si materializza nella storia attraverso forme di nichilismo spirituale, etico, politico. Da una parte, Dio muore per l’indifferenza, soprattutto europea, esercitata nei confronti del proprio patrimonio immateriale, ossia quell’humus spirituale che ancora sarebbe possibile percepire e utilizzare se non fosse ormai consolidata l’abitudine a non porsi altri problemi da quelli economici.

Dall’altra, muore per la terza volta nella crudeltà di fatti e azioni, e magari parole deliranti, farcite di odio, che escono a mo’ di vomito da labbra che non sanno quel che dicono: le uccisioni nel nome della fede.” Trump sostiene con forza che negli Stati Uniti sia in corso un forte ritorno della fede e del cristianesimo nello spazio pubblico, partecipando a eventi religiosi, letture della Bibbia (come brani del Secondo Libro delle Cronache dallo Studio Ovale) e godendo di un vasto e radicato consenso tra i cristiani evangelici. Da notare che nel 2020 ha dichiarato di identificarsi ufficialmente come cristiano non denotazionale e non più presbiteriano.L’esclusione sociale descrive una condizione di forte deprivazione, determinata dalla somma di più situazioni di disagio. La deprivazione di un qualsiasi uomo sembra proprio essere riconducibile sia alla mancanza di risorse economiche adeguate che ad un accesso limitato ad ambiti sociali come l’educazione, l’assistenza sanitaria, il lavoro, l’alloggio, la tecnologia, la vita politica come quella sentimentale.

Quello che si sta ripetendo sempre più è la esclusione sociale di quelle persone la cui capacità di partecipare pienamente alla vita sociale è fortemente compromessa. Nella società globalizzata le categorie maggiormente vulnerabili sono: le persone senza fissa dimora, i disabili, i detenuti o ex detenuti, le persone con dipendenza da sostanze, gli anziani, gli immigrati, i rom, le famiglie numerose o monoparentali, i minori In tutti i gruppi le donne poi, vivono una situazione di disagio più forte degli uomini. Violenza, stigma sociale, povertà espongono le donne e le ragazze ad un rischio costante di emarginazione. La sovrapposizione tra una posizione economica marginale e l’isolamento sociale può avere come conseguenza grave la perdita del senso di appartenenza ad una determinata comunità e quindi la degenerazione dell’esclusione a livelli estremi. Emblematico in questo senso, per cercare di rendere un’immagine del fenomeno, è il caso delle persone senza fissa dimora, che oltre alla precarietà materiale, dovuta alla deprivazione economica, sperimentano la solitudine in seguito alla rottura e alla disgregazione dei legami affettivi e relazionali.In questi ultimi, in maniera più evidente, interviene la componente religiosa che permette a certi componenti della comunità, che si realizzano assumendo il ruolo di protettori di animali domestici, quando si dedicano ai poveri costretti dal sistema al quale appartengono anche quelli che vivono per strada.

L’agire di questi protettori, fa in modo di non sentirsi in colpa in seno al credo religioso di appartenenza nel quale agiscono personaggi Donald Trump, i suoi ministri, uno di questi, il ministro della guerra, farà fucilare un militare pubblicamente, per aver ucciso altri militari. Il tutto nel nome del Dio cristiano.L’unto del Signore: espressione biblica usata per indicare una persona scelta o investita di un’autorità da Dio dovrebbe stare su di un piedistallo meno instabile o su una cattedra sproporzionatamente alta, nell’atto di puntare il dito verso l’alto o verso il pubblico, con un’espressione di severa superiorità.

Gigino Adriano Pellegrini

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