Il percorso delle persone affette da microcitoma polmonare in Italia inizia spesso in salita. Più della metà dei pazienti, il 57 per cento, identifica la diagnosi come il momento più drammatico e critico dell’intera esperienza di malattia. È quanto emerge chiaramente dall’indagine nazionale realizzata da Elma Research su 60 pazienti, presentata ieri, 7 ottobre, a Roma presso il MoMeC (Montecitorio Meeting Center).
I dati raccolti sono confluiti in “Microcitoma polmonare in Italia: verso nuovi scenari”, il primo Policy Paper italiano interamente dedicato a questa neoplasia aggressiva, promosso da PharmaMar Italia col supporto di clinici, istituzioni e associazioni di pazienti.
La PharmaMar è un’azienda biofarmaceutica spagnola che da 40 anni è leader mondiale nella scoperta, sviluppo e commercializzazione di trattamenti oncologici di origine marina.Il microcitoma colpisce tra le 4mila e le 6mila persone l’anno nel nostro Paese ed è caratterizzato da crescita rapida e diffusione precoce. Dall’indagine emergono forti disuguaglianze e ritardi: il 42 per cento dei pazienti lamenta che i primi sintomi siano stati sottovalutati, mentre oltre la metà nel Meridione riferisce serie difficoltà nell’accedere tempestivamente agli accertamenti diagnostici.
A tal proposito, Silvia Novello – ordinaria di Oncologia medica all’Università di Torino e presidente di WALCE Aps (WomenAgainst Lung Cancer in Europe- Associazione di Promozione Sociale)- ha sottolineato l’urgenza di agire sulle tempistiche: “Nel microcitoma polmonare il fattore tempo è determinante. Molti dei bisogni emersi dalla survey riguardano la necessità di ridurre il tempo che intercorre tra la comparsa dei sintomi, la diagnosi e l’avvio del trattamento. Per questo è fondamentale rafforzare il ruolo dei medici di medicina generale e costruire percorsi preferenziali per i pazienti con sospetto tumore polmonare, favorendo una presa in carico più rapida e coordinata”.
Marcello Tiseo, ordinario di Oncologia medica all’Università di Parma e direttore della Uoc di Oncologia medica dell’Azienda ospedaliero-universitaria parmense, ha evidenziato le criticità terapeutiche: “Il microcitoma polmonare rappresenta ancora oggi una delle aree di maggiore bisogno clinico insoddisfatto in oncologia toracica. Accanto alla ricerca clinica è essenziale lavorare per ridurre i tempi di accesso ai farmaci innovativi che hanno già dimostrato il loro valore terapeutico”.Carmen Maglio, volontaria caregiver ALCASE Italia (Alliance for Lung Cancer advocacy, Support and Education -Alleanza per la lotta al cancro al polmone. Supporto, difesa dei diritti ed Informazione) evidenzia come le associazioni colmino un vuoto di sistema, rimarcando l’importanza del Policy Paper nel richiedere la psico-oncologia nei Pdta (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale), il riconoscimento del caregiver e l’accesso alle sperimentazioni cliniche.Il Policy Paper, in sintesi, si configura come un appello stringente alle Istituzioni per uniformare i Pdta regionali, integrare il supporto psicologico e tutelare legalmente il caregiver.
Davide Roccato, Country Manager Oncology di PharmaMar Italia, che ha promosso e sostenuto attivamente la stesura del primo Policy Paper italiano sul microcitoma polmonare, dichiara l’orgoglio del gruppo per un progetto che nasce dall’ascolto diretto della comunità. E mira a mantenere accesi i riflettori su questa neoplasia, garantendo un accesso equo e uniforme alle cure su tutto il territorio nazionale.
P. Stef.