Punture di spillo-
Qualcuno faccia capire a Elly Schlein che la testardaggine servirà a vincere le prossime elezioni solo se si pescherà anche nel bacino degli assenteisti. Com’è avvenuto nel referendum sulla giustizia, e non per merito del PD.
E qualcun altro metta un robusto guinzaglio al collo di Giuseppe Conte perché comprenda che con un Partito al 12 per cento non ha i numeri per tornare a Palazzo Chini e non può pensare d’imporre alla Coalizione dei progressisti il programma dei Cinque Stelle.
Si tratta di un ricatto che cozza con la logica della politica che è innanzitutto mediazione. Le ambizione e la guerra che per mesi si sono fatti i due leader di opposizione al governo Meloni li hanno messi fuori gioco. Se realmente si vuole impedire che la Premier torni a Palazzo Chigi. Altrimenti, tappeto verde alla Ducetta. Ma Schlein e Conte in questo caso chiuderebbero la loro esperienza politica.
Del resto, se è vero che il Presidente dei 5 Stelle avrebbe proposto – come alternativa alla guida della Coalizione – il sindaco di Roma Gualtieri, significa che sarebbe aperto ad una mediazione. Ed è su questa strada che è necessario andare. E le opportunità non mancano: Da un navigato politico come Pier Luigi Bersani a due autorevoli esponenti della società civile come Ernesto Maria Ruffini, già direttore dell’Agenzia delle Entrate, e l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli.Questo per quanto riguarda la Politica. Ma alla Gente interessa altro: stipendi più alti, una sanità che funzioni, una scuola al passo con i tempi, una giustizia più veloce, città più sicure, un’immigrazione regolare che aiuti le imprese, una vera lotta all’evasione senza bonus e senza condoni, una politica estera condivisa.E’ troppo? Può essere, per come siamo messi. Ma è da qui che bisogna ripartire. Serviranno più anni? Certamente. E gli Italiani, se vedranno i primi e concreti risultati, non faranno mancare – per questa ed anche per la prossima legislatura – il loro consenso.
PdeA